Nei Paesi finanziariamente più evoluti il modello della consulenza finanziaria prestata da soggetti diversi da banche o altri intermediari finanziari si è sviluppato negli anni e si è affermato come approccio che consente agli investitori e alle famiglie di poter beneficiare di una consulenza senza conflitti di interesse, nella quale cioè il consulente non deve mediare tra gli interessi del cliente e quelli di un terzo.
A titolo di esempio, segnaliamo che secondo l’analisi sulle abitudini e le preferenze in ambito finanziario degli americani, effettuata nel 2004 dall’associazione Certified Financial Planner Board of Standards, una delle principali fonti di ricerca internazionale nel settore finanziario, i fee-only financial planner – i pianificatori finanziari remunerati a parcella – rappresentavano già in quel periodo la categoria professionale preferita da circa la metà degli investitori.
Ad oggi, secondo una recente ricerca di Penn Shoen Berland sempre per CFP Board, 9 americani su 10 concordano sul fatto che chi fornisce la consulenza debba mettere gli interessi dei consumatori al di sopra dei propri e debba informarli su eventuali conflitti di interesse. In sostanza il 90% degli statunitensi apprezza la consulenza finanziaria indipendente