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Rassegna Stampa

NAFOP e i lettori su Plus24. Mutuo e 20.000 euro di liquidità? Prima risposta

Ho 40 anni e sono single. Ho un capitale investibile di circa 20.000 euro. Premetto che ho un mutuo prima casa a tasso variabile Euribor 3 mesi aperto nel 2013. La durata è 25 anni, terminerà l’1 giugno 2038 e il capitale residuo è 113.396 euro. Il tasso attuale è del 3,49% (1,19% più spread del 2,3%), le rate pagate sono 112 e quelle residue 188. La rata attuale è di 779,27 euro. Il mio dubbio è se abbattere il capitale residuo del mutuo o comprare un BTp sul mercato secondario. In tal caso quale scegliere? Su quale scadenza?

Riuscire a dare una risposta esauriente con così pochi elementi a disposizione è davvero un’impresa ardua.
Ad esempio, oltre al fatto che sia single e che abbia 40 anni, non siamo per esempi o a conoscenza di quali siano gli obiettivi del lettore, di quale sia il suo risparmio e di quanto sia elevata la sua propensione al rischio.
Innanzi tutto, prima di parlare di vantaggio finanziario, il lettore dovrebbe chiedersi se si sente più tranquillo nell’avere un debito inferiore e se quindi l’opzione riduzione mutuo sia effettivamente quella più in linea con il suo “sentire”.
Ma forse, se non ha mai pensato in tutti questi anni a rinegoziare un mutuo con un’indicizzazione così elevata, al lettore evidentemente il debito interessa poco e non fa alcuna paura.
Il problema da risolvere, però, resta quello di riuscire a individuare una tipologia di investimento che, con relativa certezza, sia in grado di offrire un rendimento maggiore del costo variabile del finanziamento. Nel caso di tasso fisso, infatti, il calcolo sarebbe stato quasi banale.
Volendo rimanere sulle obbligazioni, la scelta logica dovrebbe quindi essere quella di investire in un titolo a rendimento variabile, che si possa muovere in sincronia all’Euribor, che a sua volta si muove a seguito della politica adottata dalla Banca centrale europea in relazione all’andamento dell’inflazione europea.
Il BTPi 21/05/18-26 0,55% (Foi) o il titolo francese Oat Indexee Ei 0,10% 03/29, titoli di Stato agganciati all’inflazione, potrebbero fare il caso del lettore ma, tutto sommato, vista la modesta differenza evidenziata rispetto al costo del mutuo, il vantaggio sarebbe trascurabile.
Discorso diverso, invece, se il lettore volesse “buttarsi” nei titoli ad alto rendimento o nell’azionario.
Con un sufficiente arco di tempo a disposizione la differenza di rendimento dovrebbe abbondantemente pagare il rischio dell’operazione.
Ma nel caso in cui il lettore non se la sentisse, torno a pensare che l’abbattere il debito sia la soluzione più semplice e quella che potrebbe offrire maggiore serenità.

Andrea Zanella, consulente finanziario indipendente e associato NAFOP

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