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Come sta cambiando il mondo della consulenza finanziaria?

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Luca Mainò intervistato da FocusRisparmio, magazine di Assogestioni, sui cambiamenti in atto nel mondo della consulenza.

Il 1° dicembre segna un momento storico nel mercato della consulenza in Italia. 

Il Fee Only Summit 2018 quest’anno arriva quasi in concomitanza con la partenza del nuovo Albo, che accoglierà una sezione interamente dedicata ai consulenti finanziari indipendenti e alle società di consulenza. Un appuntamento che rende ancora più importante questa ottava edizione. “Sicuramente la partenza del nuovo Organismo dei Consulenti Finanziari (OCF, ndr) prevista per il 1° dicembre segna un momento storico nel mercato della consulenza in Italia – commenta Luca Mainò, fondatore e membro del consiglio direttivo di NAFOP, l’associazione dei Fee Only Financial Planners – Il nuovo Albo Unico accoglierà al suo interno i consulenti indipendenti, con una sezione dedicata alle persone fisiche e una alle persone giuridiche. Proprio la nascita del nuovo Albo, sarà il tema centrale del FeeOnly Summit 2018, che si svilupperà tra tavole rotonde, conferenze, speech tecnici, interventi istituzionali, attività di networking. Si parlerà anche di fintech, competenze, mercati, strategie e temi di investimento, ambiente, responsabilità sociale e governance, previdenza per commercialisti e avvocati, blockchain e cryptocurrencies, family business, società tra professionisti e giovani”.

Quanti i consulenti indipendenti che sono già pronti a iscriversi al nuovo Albo?

Stimiamo in alcune centinaia i soggetti che invieranno l’istanza di iscrizione entro novembre alle due nuove sezioni dedicate agli indipendenti. Il nostro supporto è a disposizione di chi vuole presentare la domanda. Riceviamo ogni giorno telefonate e mail di operatori che vogliono passare dalla sezione dei consulenti fuori sede (ex promotori finanziari, ndr) a quella dei consulenti autonomi o delle società di consulenza. Li aiutiamo a redigere i documenti, con la nostra esperienza dettata da vent’anni di attività e la perfetta conoscenza delle metodologie e delle procedure della consulenza indipendente FeeOnly.

Come cambierà il mondo della consulenza e della distribuzione?

Gli operatori e gli appassionati di finanza avranno la possibilità di scegliere la propria attività. Rispetto al passato, dove potevano entrare in banca o fare i promotori finanziari per una rete distributiva, oggi hanno un’opzione in più: aprire uno studio professionale di consulenza finanziaria indipendente o una società di consulenza insieme ad altri professionisti, aziendalisti, fiscalisti e legali.

Il 2018 è stato un anno importante anche sul fronte normativo. Cosa aspettarsi nel futuro più prossimo?

Le nuove regole imporranno al sistema distributivo maggiore trasparenza nei confronti del cliente e i rendiconti sui costi che arriveranno agli investitori all’inizio del 2019 saranno un primo banco di prova per le banche. Le reti si stanno riorganizzando con l’obiettivo di trattenere i consulenti con portafogli più consistenti, lasciando liberi i piccoli. Anche la community dei FeeOnly sarà vigilata dal nuovo OCF e dovrà adempiere a una serie di richieste che, fortunatamente, con lo sviluppo della tecnologia e di sistemi di Reg-tech non impatteranno negativamente sui conti economici di consulenti autonomi e SCF. Uno scenario dove il cliente più attento ed informato potrà avere dei benefici.

Citywire: “Requiem per la consulenza “bancocentrica”

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Dalle sale del Fee Only Summit 2018 di Verona (18-19 ottobre) riecheggia un requiem per il sistema “bancocentrico” della consulenza italiana. E lo strumento usato per suonarlo e’ il nuovo albo dei consulenti finanziari indipendenti gestito da Ocf.

La battaglia è durata anni, ma si è risolta per i consulenti finanziari indipendenti in una vittoria. Ora l’Italia si potrà finalmente staccare da un sistema tradizionale “bancocentrico”, ha detto Cesare Armellini, presidente dell’associazione NAFOP e ceo di Consultique (società organizzatrice dell’evento), aprendo cosi’ le danze del nuovo summit.

L’accusa di Armellini al mondo bancario italiano e’ di aver occupato tutti gli spazi per la consulenza, mentre il mondo degli autonomi continuava a proliferare, lanciando anche nuovi servizi. “Basti pensare che, nel congresso di Verona, sono oltre 1.000 le iscrizioni da parte dei consulenti” ha sottolineato il presidente di NAFOP, “e ora possiamo iniziare a fare comunicazione su media generalisti, facendo leva sulla forte componente etica che caratterizza la figura del consulente indipendente”.

L’Albo e’ una grande opportunità per coloro che sapranno muoversi per primi, “ma bisogna coinvolgere le Università per i giovani interessati alla professione. Proprio per questo il summit ospita un panel ad hoc con professori come relatori ”ha concluso Armellini ringraziando l’Ocf per il ruolo avuto nel raggiungimento del traguardo rappresentato dall’Albo.

Entro il 1° dicembre la Consob dovrà dare avvio al nuovo Albo, che sarà costituito, oltre che dalla sezione già operativa dei consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede, anche dalle nuove due sezioni dedicate ai consulenti autonomi e alle società di consulenza finanziaria. Un varo atteso da oltre 10 anni, che istituzionalizzerà anche in Italia la figura del consulente finanziario persona fisica o giuridica, il quale offre il proprio servizio ai clienti su base indipendente senza incassare provvigioni dagli intermediari. La remunerazione può essere riconosciuta solo dal cliente per cui lavora.

La presentazione della domanda di iscrizione si è rivelata essere, in un primo momento, impegnativa, dal momento che la regolamentazione di attuazione della Mifid2 presenta non poche complessità. Un altro elemento di criticità riguarda le società di consulenza finanziaria che hanno presentato la domanda di preiscrizione e che alla data del 1° dicembre non dovessero ottenere la delibera di iscrizione all’Albo. Venendo a decadere la proroga legislativa che consentiva a questi soggetti di operare in attesa di avvio dell’Albo, ci potrebbe essere il rischio, già evidenziato dall’Ocf, di dover sospendere l’attività fino alla data dell’effettiva iscrizione.

Iscrizione all’Albo dei CF: super professionisti al servizio di NAFOP

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L’associazione ha concluso un accordo con GimLegal, società specializzata nella consulenza legale e regolamentare nei settori dei financial services, del real estate e capital markets.

Si scaldano i motori delle principali associazioni nostrane in vista del prossimo (si spera imminente) avvio delle procedure di iscrizione alle nuove sezioni dell’Albo unico dei consulenti Finanziari. A tal proposito Nafop, storica istituzione del mondo fee only, ha annunciato di avere messo in atto una serie di iniziative a favore dei propri associati.

“Abbiamo rivisto tutti i contratti che consulenti indipendenti e Scf sottoscrivono con i propri clienti privati, con le aziende e gli istituzionali” afferma il presidente NAFOP, Cesare Armellini (nella foto) “e abbiamo migliorato ulteriormente il test di profilatura in una logica Mifid2 compliant. Ora ci dedicheremo all’assistenza dei nostri iscritti per supportarli nell’iscrizione all’Albo”.

Il tutto partirà per legge il 1° dicembre 2018 e consentirà il riconoscimento istituzione della consulenza indipendente, elemento di evidente beneficio nei confronti dei risparmiatori nostrani, dato l’ormai celeberrimo blocco normativo di oltre 10 anni. Come è noto, il nuovo albo sarà formato da tre sezioni: consulenti abilitati all’offerta fuori sede, consulenti autonomi Indipendenti e SCF Fee Only (società).

A breve dovrebbero partire le iscrizioni di professionisti/scf fee only storici e in previsione di ciò Nafop proprio in questi giorni ha concluso un accordo con GimLegal, società specializzata nella consulenza legale e regolamentare nei settori dei financial services, del real estate e capital markets.

”Abbiamo deciso di avvalerci di un team di avvocati d’affari e dottori commercialisti con competenze tecniche acquisite in studi legali internazionali ed autorità di vigilanza per assicurare ai nostri associati un servizio di supporto di elevato standing” continua Armellini “che li accompagni nelle procedure di iscrizione al nuovo Albo in modo efficace e strutturato, senza perdite di tempo. In un momento di forte crescita della domanda di consulenza indipendente, è necessario dedicare tempo prezioso ai clienti e all’aumento delle proprie competenze, meglio quindi farsi seguire da avvocati dedicati e esperti in materia per ottimizzare tempi e risorse”.

La definizione di modelli e policy che fanno parte della documentazione da presentare all’organismo Ocf verrà definita insieme al consiglio direttivo Nafop e permetterà a consulenti e scf di disporre di tutta la documentazione necessaria in tempi brevi, grazie all’accordo esclusivo concluso con GimLegal.

“Abbiamo accettato con entusiasmo questo incarico” afferma orgoglioso Luigi Rizzi, managing partner di GimLegal “e siamo già al lavoro per consentire a Nafop di canalizzare in un unico interlocutore professionale i rapporti con OCF a prescindere dalla complessità della pratica. Oltre al controllo dei documenti e alla gestione dei flussi verso OCF, abbiamo concordato anche servizi di consulenza specifica che rientrano nelle varie casistiche individuate da Nafop, ma anche per situazioni individuali e particolari”.

Dopo la pubblicazione del nuovo statuto OCF, NAFOP auspica l’avvio della preiscrizione per i Fee-Only entro l’estate

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Nuovo Albo, NAFOP e un sogno (prima) di mezza estate

Il mondo fee only non vede l’ora di partire con il nuovo Albo. Dopo l’approvazione del nuovo statuto OCF, NAFOP, associazione nazionale dei consulenti autonomi, ha evidenziato, in primo luogo con il presidente Cesare Armellini, la propria soddisfazione con un post su LinkedIn.

“Garantita la rappresentatività per i consulenti indipendenti e le scf. Un ulteriore passo verso una sempre maggior diffusione della consulenza finanziaria indipendente anche in Italia”.

Gli fa eco il portavoce dell’associazione, Luca Mainò, che sottolinea a Bluerating.com altresì le tempistiche previste di iscrizione per tutti quei professionisti interessati all’attività fee only:

“Adesso è importante che a brevissimo sia possibile presentare le richiesta di iscrizione da parte dei Consulenti Indipendenti e delle Società di Consulenza Finanziaria già operative.

Ci piacerebbe poter avviare il processo prima delle vacanze estive, in modo che l’OCF abbia tutto il tempo per poter valutare le richieste con tranquillità entro il 1° dicembre, data a partire dalla quale il nuovo albo dovrà essere operativo per Legge.

Gli attuali promotori e bancari che vogliano passare alla consulenza fee only, come professionisti o con una propria srl, potranno presentare le richieste a fine anno ed essere operativi all’inizio del 2019.

Con la nostra associazione NAFOP e con il team di legali che ci assiste, stiamo lavorando full immersion su vari fronti (procedure interne, policy legate a tutti gli aspetti legati a normativa e regolamenti, contrattualistica Mifid2 compliant e GDPR compliant,  nuovi sistemi di profilatura, ecc.) al fine di poter dare ai nostri associati tutto il supporto necessario per presentare subito la richiesta di iscrizione all’Albo”.

 

Armellini: “Ora collaborazione a tutto campo con OCF”

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Sono tanti i nodi legati al mondo della consulenza che sono finiti al centro dei recenti dibattiti dei professionisti del settore dopo la pubblicazione nuovo regolamento intermediari Consob. Ne abbiamo parlato con Cesare Armellini (nella foto), presidente di NAFOP, associazione dei professionisti e delle società di consulenza finanziaria indipendente. A lui abbiamo posto delle domande ad hoc sui temi caldi del momento.

A che punto è la questione dell’Albo unico dei Consulenti Finanziari?
I tempi dell’operatività del nuovo albo sono scanditi dalla Legge. Al massimo entro dicembre 2018 partiranno le tre sezioni composte dai consulenti fuori sede (gli ex PF), dai consulenti autonomi (i fee only) e dalle società di consulenza finanziaria indipendente formate da questi ultimi. A partire da aprile 2018 potranno presentare la richiesta di iscrizione all’OCF tutte le società e i professionisti “storici”, i pionieri del settore che hanno fatto dell’indipendenza la propria scelta di vita.

I requisiti per l’accesso all’Albo ci sono?
I requisiti esistono dal 2008 e sono stati decisi dal Ministero dell’Economia con il decreto 206. Il Mef sicuramente li può migliorare e avrà tutto il tempo necessario per farlo una volta che l’albo sarà operativo. I giovani appassionati di finanza potranno iscriversi superando la prova valutativa, mentre i consulenti delle reti e delle banche che opteranno per l’indipendenza dovranno semplicemente chiedere all’OCF il trasferimento da una sezione all‘altra dell’albo stesso.

Che ruolo avranno le Associazioni di settore all’interno dell’OCF?
Non abbiamo capito come mai per le associazioni delle persone fisiche sia stato stabilito il criterio dell’esclusività degli associati, mentre per quelle che rappresentano le persone giuridiche semplicemente quello della prevalenza. In sostanza, non si può addurre la motivazione del parallelismo tra Reti/Promotori e SCF/Consulenti indipendenti, in quanto stiamo parlando di realtà diverse: i consulenti indipendenti sono i proprietari delle SCF con le quali hanno degli interessi perfettamente coincidenti; i PF non sono i proprietari delle proprie mandanti, ma agenti/collaboratori. Non hanno interessi che coincidono e lo si sta osservando proprio in questi mesi con le polemiche sulla diminuzione delle provvigioni.

Come sta lavorando l’OCF??
Abbiamo fiducia nell’Organismo e nella sua dirigenza, sappiamo come stiano lavorando sodo per accogliere, a partire da aprile, le richieste d’iscrizione dei primi consulenti indipendenti e società fee only. Ci siamo messi a disposizione anche per supportare il team OCF sulla vigilanza preventiva e sui flussi informativi tra iscritti e Albo, che ne semplificheranno l’attività.

Bluerating: “Consulenti, autonomi si guadagna di più. Garantisce NAFOP”

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Il portavoce dell’associazione Luca Mainò indirizza un messaggio ai piccoli portafoglisti delle grandi reti invitandoli al grande salto, nel mondo dei fee only. Ecco potenziali costi e ricavi dell’attività.

Il grande dibattito in atto sul futuro incerto dei piccoli portafoglisti delle grandi reti (quelli da 5 milioni di euro in particolare, ma a tendere anche i cf da 10 milioni di euro di ptf potrebbero essere vittima delle strategie di “ottimizzazione” dei big player), scatenato dalla vicenda interna a Sanpaolo Invest (leggi qui) e riportata da Bluerating.com, pone domande sul futuro di questi professionisti.

C’è chi come Luca Mainò (nella foto), fondatore di Consultique e portavoce di Nafop, l’associazione di categoria dei fee only (i consulenti autonomi del nuovo Albo unico dei consulenti) propone ai piccoli portafoglisti delle reti una via d’uscita onorevole, una scelta di vita che può presentare diversi vantaggi, innanzitutto economici, abbracciando l’attività di consulenti indipendenti. Quanto guadagna un fee only? Come raggiunge il break-even della nuova attività? Quanto si riesce a fatturare con uno studio professionale o una SCF? “Un singolo professionista che presta il servizio di consulenza indipendente deve creare un proprio business plan e pianificare le azioni da mettere in atto per l’avvio e lo sviluppo dell’attività”, esordisce Mainò che propone questo schema esemplificativo su investimento iniziale, costi e ricavi dell’attività di consulente fee only:

Investimento iniziale

6/7.000 euro (una tantum) per smartphone, tablet, portatile, scanner, stampante, arredamento ufficio.

Costi

circa 15.000 euro all’anno per: affitto ufficio, bollette, adsl, wifi, software, info-provider, analisi e ricerca di uffici studi indipendenti, compliance normativa, supporto legale

Ricavi

Sui profili di rischio medio-bassi, che caratterizzano la maggior parte dei clienti:

  • cliente con 500.000 euro di patrimonio finanziario versa una parcella di circa 4.000 euro (0,8%)
  • per 1 milione, la parcella è di 7.000 euro (0,7%).

“Pertanto, un professionista fee-only con un Aua (Asset under advisory. N.d.r.) di 10 milioni di euro, può fatturare 70-80.000 euro e se il portafoglio del consulente fosse caratterizzato da clienti con profili di rischio più elevati, si potrebbe arrivare a un fatturato complessivo di 100mila euro”, continua il portavoce Nafop, che aggiunge: “Nel calcolo degli onorari, uno dei parametri chiave è il tempo dedicato al cliente che, secondo la nostra esperienza ultradecennale nella consulenza indipendente, cresce con l’incremento delle raccomandazioni inviate, la cui numerosità è più significativa per i profili dal rischio più elevato. Se il professionista avesse un portafoglio di 5 milioni di euro, in proporzione potrebbe generare un fatturato di 40-50mila euro, a cui si potrebbero aggiungere altri servizi specifici come la consulenza a piccole aziende, le docenze in corsi di formazione, le perizie tecniche”.

Mainò inoltre ricorda che “La legge prevede che al massimo entro dicembre 2018 parta il nuovo Albo: i consulenti abilitati all’offerta fuori sede con almeno due anni di esperienza potranno optare per la libera professione sganciarsi dalle mandanti e diventare consulenti autonomi e costituire la propria società insieme ad altri colleghi chiedendo semplicemente l’autorizzazione all’OCF e facendosi trasferire in una delle due nuove sezioni. “gli ex pf che hanno sempre desiderato fare i consulenti”, conclude il portavoce dell’associazione dei fee only, “ora possono realmente coronare il proprio sogno. Ricordo che NAFOP ha creato un servizio di supporto legale e tecnico per assistere gli associati nell’iscrizione alle nuove sezioni dell’Albo, per esempio con la definizione di modelli per la struttura organizzativa, di controllo, di procedure e policy interne”.

Romano (NAFOP): Ecco cosa comporterà per i CF autonomi l’iscrizione all’Albo unico

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Coloro che desiderano iscriversi all’Albo per la prima volta – in particolare i consulenti finanziari autonomi e le scf – potranno presentare la domanda da aprile, così da darci il tempo necessario per valutare il rispetto dei requisiti di esercizio dell’attività prima del 2007 e la presenza di un’organizzazione efficiente” spiegava pochi giorni fa a Citwyire la presidentessa di Ocf, Carla Rabitti Bedogni.

Per approfondire come si stiano preparando al passaggio gli advisor indipendenti (che non “toccano” il denaro e non hanno accesso al patrimonio dei clienti depositato presso intermediari, ndr) abbiamo raccolto l’opinione di  Giuseppe Romano, direttore dell’Ufficio Studi e Ricerche di Consultique e membro del Direttivo Nafop, che ha partecipato al tavolo di lavoro tecnico organizzato da Ocf.

Per la prestazione del servizio di consulenza, cosa ha richiesto l’Autorità di vigilanza a consulenti autonomi e SCF?

La revisione di tutta la contrattualistica ha recentemente impegnato i nostri legali. Per la profilatura del cliente, con un team di colleghi esperti della Nafop, abbiamo creato un nuovo questionario MiFID2 compliant, diverso dal precedente che prevede il passaggio al modello multi-variato. Lo strumento calcola il profilo di rischio e verifica l’adeguatezza della raccomandazione sul portafoglio aggregato del cliente.

Una particolare attenzione alla profilatura è doverosa; non si può delegarne l’acquisizione: il regolamento Consob ha stabilito infatti che anche l’utilizzo di valutazioni automatiche di adeguatezza (come ad esempio quelle dei robo advisor) non esclude la responsabilità in capo ai consulenti che le utilizzano.

E per l’archiviazione dei documenti e delle raccomandazioni?

Da quindici anni disponiamo di un data management con documentazione a data certa, inviolabile ed immodificabile, dove vengono archiviati tutti i documenti contrattuali.

Le raccomandazioni vengono automaticamente archiviate in un registro con ordine progressivo, per potervi accedere agevolmente.

Quali informazioni vengono utilizzate per la reportistica ai clienti?

Abbiamo sviluppato strumenti di analisi e monitoraggio dei portafogli con calcolo delle performance money weighted e time weighted, visualizzazione grafica dell’andamento della performance, possibilità di confronto con indici o benchmark, analisi di rischio, volatilità e duration, analisi ed indicazione dei costi ex ante ed ex post.

Cosa chiedono gli investitori che si rivolgono a voi indipendenti?

Cercano protezione ed efficienza operativa, si presentano spesso con portafogli articolati e con strumenti poco liquidi, non quotati o “personalizzati”.

Il consulente autonomo deve disporre di informazioni sul più ampio numero di strumenti finanziari (aggiornato almeno end-of-day) per il monitoraggio del rischio e dei rendimenti.

Abbiamo creato un database di: ETP con il nostro rating, 20.000 fondi comuni d’investimento, migliaia di certificates quotati in Italia e nei principali Paesi europei, azioni quotate nei mercati mondiali, oltre 60.000 obbligazioni anche OTC oltre ad un enorme database di unit linked, index linked, fondi hedge, fondi immobiliari per molti dei quali è possibile trovare analisi dell’archivio di Ifanet. Tutte informazioni che il nostro ufficio studi utilizza anche per le perizie tecniche che produciamo.

 

FeeOnly, pronti a partire in 1.500

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pronti a partireA gennaio entrerà finalmente in vigore la Mifid di secondo livello. Una direttiva che spalanca le porte ai consulenti finanziari autonomi e alle società di consulenza. La nuova normativa ridisegnerà dunque le strategie dei vari attori dell’industria. L’offerta di consulenza si polarizzerà: da un lato gruppi bancari e reti continueranno a operare in modo tradizionale, con provvigioni e parcelle per contratti di consulenza non indipendente, dall’altro studi professionali e società fee only svilupperanno la consulenza indipendente fee only, senza commissioni o incentivi. “La complessità introdotta da Mifid II per gli intermediari porterà le reti distributive e le banche a focalizzarsi sul collocamento di un numero minore di case prodotto e asset manager, con una scelta potenzialmente più limitata per gli investitori – commenta Luca Mainò, co-fondatore di Consultique e membro del Consiglio Direttivo Nafop – Verrà lasciato campo libero a consulenti e società fee only per la prestazione della consulenza indipendente remunerata a parcella”.

La fotografia del FeeOnly

Ma dove sono concentrati oggi i consulenti autonomi e le società di consulenza già operativi sul mercato? Più della metà dei professionisti e delle società di consulenza indipendente si trova in Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna. “Ma se aggiungiamo anche Piemonte, Toscana e Lazio arriviamo a circa il 90%”, puntualizza Mainò. E ora che l’Albo sta per vedere la luce, stando all’ultimo censimento Ocf del 2016 ci sono già 1.500 soggetti pronti a partire con la loro attività (uno studio Consob del 2011 indicava in circa 5.000 i professionisti attivi dopo cinque anni dalla partenza dell’Albo). Per quanto riguarda i patrimoni sotto consulenza, invece, “stimiamo una media intorno ai 25 milioni per gli studi professionali e del doppio per le società – aggiunge ancora il co-fondatore di Consultique – Le parcelle sono a flat fee, che dipende da vari parametri tra cui il tempo da dedicare, la complessità degli interventi, il profilo del cliente e la dimensione del patrimonio”. 

L’evoluzione

La domanda di una consulenza indipendente, pagata a parcella, si è evoluta nel tempo, da esigenze legate alla gestione degli asset finanziari fino alla richiesta di pianificazione sull’intero patrimonio della famiglia. Questa attività è costituita da servizi che spaziano dall’analisi e ricerca in materia di investimenti alle raccomandazioni generali sugli strumenti finanziari, dall’asset allocation fino al financial planning. E contestualmente all’evoluzione della consulenza autonoma, anche il cliente è diventato più sensibile al FeeOnly “e oggi è disposto a pagare volentieri quando capisce esattamente il servizio”, fa notare Mainò.

Aspettando l’Albo

Dopo l’arrivo della Mifid II (gennaio 2018), all’appello mancherebbe soltanto l’Albo, che dovrà nascere necessariamente entro la fine del 2018. Una deadline che è già stata fissata dal Parlamento. Gli operatori tradizionali avranno la possibilità di capitalizzare esperienza, relazioni e competenze professionali per diventare professionisti intellettuali indipendenti e slegati dal sistema distributivo. E alcuni potranno iscriversi d’ufficio all’Albo. L’iscrizione d’ufficio è prevista dal decreto Mef 206/2008 per tutti i consulenti indipendenti “storici”, per i promotori e per i bancari con almeno due anni di esperienza negli ultimi tre al momento della richiesta di iscrizione.

2018: l’anno del nuovo Albo

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Nel 2018 vedrà finalmente la luce l’Albo, che consentirà anche ai consulenti autonomi ed alle società di consulenza finanziaria (SCF) di avere la propria professione regolamentata.

nuovo albo consulenza

Chi non ha mandati con banche o altri intermediari, presta il servizio di consulenza in base ad un contratto sottoscritto con il Cliente ed è remunerato esclusivamente a parcella, avrà un riconoscimento sempre maggiore. I risparmiatori saranno sempre più consapevoli della natura delle diverse figure che prestano consulenza.

Il ruolo del consulente finanziario indipendente è di affiancare, consigliare e supportare il cliente nelle decisioni di carattere finanziario, lasciando tuttavia al cliente la libertà della scelta finale e l’esecuzione delle operazioni.

I consulenti finanziari indipendenti associati NAFOP si candidano a diventare una bussola per il risparmiatore desideroso di trovare un orientamento fra le molte alternative di investimento.

albo unico

Il Sole 24Ore: NAFOP prima associazione della categoria Fee-Only

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Nell’inserto del Il Sole 24 Ore del 14 dicembre 2017, dal titolo: La scelta del Consulente, siamo orgogliosi che la nostra associazione NAFOP venga indicata come prima associazione di categoria per i professionisti e le società di consulenza Fee-Only. 

Utilissimo inserto per la scelta del consulente finanziario. La nostra associazione NAFOP, protagonista da quasi quindici anni e punto di riferimento di professionisti e società indipendenti #FeeOnly, viene indicata a pagina 14 come principale associazione di categoria sul cui sito web è possibile individuare i soggetti cui fare riferimento per le proprie scelte d’investimento.

Il consulente, lo studio professionale e la società di consulenza finanziaria Fee-Only sono professionisti o società che vengono remunerati a parcella (Fee-Only) solo dal proprio cliente e non possono, per legge ed eticamente, ricevere alcun compenso da nessun intermediario quali ad esempio Banche, SGR, SIM o Compagnie assicurative.

Non svolgono alcuna attività di vendita, non hanno alcun rapporto con chi vende prodotti finanziari ma prestano esclusivamente consulenza e assistenza ai loro clienti per la corretta pianificazione del loro patrimonio.

Non toccano mai i soldi della clientela che rimangono depositati nella banca di fiducia del cliente, le operazioni consigliate vengono eseguite dal cliente stesso supportato dal professionista indipendente.

Svolgono analisi approfondite sugli investimenti esistenti e predispongono le strategie di investimento più adeguate per il raggiungimento del corretto livello di rischio e della protezione adeguata del patrimonio.

In sintesi sono liberi dal conflitto di interesse economico.

la scelta del consulente