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Video-intervista a Luca Mainò: “La consulenza finanziaria indipendente una realtà in espansione”

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Video-intervista a Luca Mainò: “La consulenza finanziaria indipendente, una realtà in espansione, opportunità per i professionisti, benefici per tutti gli investitori”

 

In vista di ITForum 2019, in programma al Palacongressi di Rimini il 12-13 giugno prossimo, Luca Mainò (fondatore e membro del Direttivo NAFOP e vicepresidente AssoSCF), racconta ai microfoni di FINANZA OPERATIVA l’evoluzione della consulenza finanziaria indipendente in Italia.

La normativa europea MiFID II e la nascita del nuovo Albo dei consulenti finanziari, in cui sono inclusi i consulenti indipendenti e le società di consulenza indipendente, stanno ridisegnando le strategie degli attori dell’industria del risparmio, consolidando lo sviluppo della consulenza indipendente.

Dopo questo periodo di transizione saranno diversi i soggetti che si avvicineranno alla professione, in modo da poter svolgere il lavoro in totale autonomia e in assenza di conflitti di interesse, dovendo render conto esclusivamente al cliente.

Contestualmente all’evoluzione della consulenza autonoma, anche il cliente è diventato più sensibile al “FeeOnly” ed oggi, finalmente, potrà scegliere consapevolmente a quali soggetti fare riferimento per le proprie decisioni finanziarie.

È una grande occasione per gli operatori del settore. Ne beneficeranno i risparmiatori e le famiglie italiane.

Luca Mainò “Albo consulenti, fee only a quota 150. E da qui a fine anno il numero può raddoppiare”

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“La procedura di accesso all’albo si sta velocizzando. Finalmente investitori e famiglie hanno una nuova opportunità, rappresentata dalla consulenza indipendente”.

Intervista su FocusRisparmio del 15 maggio 2019: parla Luca Mainò, il dirigente dell’associazione dei consulenti a parcella.

Inizia una nuova era

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Dopo una battaglia più che decennale per il riconoscimento della figura del consulente finanziario indipendente, definito «autonomo» dalla normativa, è finalmente ai nastri di partenza l’Albo unico dei consulenti finanziari. Un albo articolato in tre sezioni: i consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede (gli ex promotori), le società di consulenza e, appunto, i consulenti autonomi. È un punto di arrivo importante e insieme l’inizio di una nuova fase nel mondo della consulenza finanziaria. È perciò di estremo interesse sentire alcune delle persone che hanno maggiormente lottato per arrivare all’attuale risultato. Tra queste Cesare Armellini, fondatore di Consultique e presidente Nafop, l’Associazione italiana dei consulenti finanziari indipendenti fee-only.

Presidente Armellini, come arriva l’intero settore della consulenza indipendente al tanto agognato avvio dell’operatività dell’Albo?
«Sicuramente è un momento di grande soddisfazione, per avere raggiunto un risultato importante, seppure con un enorme ritardo rispetto a quanto previsto inizialmente. Il punto di partenza è la possibilità, per tutti i professionisti che hanno lavorato in questa direzione, di potere finalmente operare in un contesto normativo che riconosce il loro ruolo. Accanto ai soggetti che negli anni si sono fatti portabandiera di questo settore, ci sarà l’occasione, per tutti coloro che desiderano avvicinarsi a questa professione, di riuscire a operare in maniera autonoma, mettendo il cliente al centro della propria attività, senza dovere mediare con interessi terzi».

Chi è oggi il consulente finanziario autonomo? Si può tentare un identikit di questa figura professionale relativamente nuova?
«La figura del consulente finanziario indipendente, sia essa intesa come persona fisica, sia come parte integrante di una società, va inserita nel novero delle professioni intellettuali. Come un commercialista o un avvocato, infatti, il consulente indipendente opera in assenza di conflitti di interesse, fornendo le proprie raccomandazioni e prestando un servizio che viene remunerato esclusivamente dal cliente. Il ruolo di questi professionisti consiste nell’accompagnare i propri assistiti in tutte le scelte di carattere patrimoniale, finanziario ed economico, permettendo così ai clienti di dedicarsi al proprio lavoro e alle proprie occupazioni. È importante ricordare che il consulente non entra in contatto con il denaro dei clienti, che rimane presso la banca o gli intermediari di loro fiducia, ma si limita ad agire come pianificatore patrimoniale, dando loro le raccomandazioni che ritiene più adatte».

L’avvio della Mifid II darà una spinta alla categoria? Vedremo ex promotori diventare consulenti autonomi?
«La maggiore trasparenza che richiede la normativa va di pari passo con i principi che portiamo avanti da diversi anni e una grande spinta in tal senso verrà dettata anche dall’impatto delle nuove tecnologie. Proprio l’attenzione verso la consapevolezza dell’investitore è uno dei punti focali sui quali un consulente lavora nel rapporto con il cliente. Operando in assenza di conflitto di interesse, si ha la possibilità di consigliare qualunque prodotto o strumento efficiente disponibile sul mercato. È chiaro che la riduzione dei margini che molti ex promotori hanno sperimentato negli ultimi anni potrebbe essere per loro un motivo ulteriore per affrancarsi dal proprio ruolo attuale e intraprendere un percorso diverso. Una scelta di questo tipo richiede la consapevolezza di chi affronta un lavoro nuovo, con diverse competenze acquisite negli anni che possono costituire un bagaglio importantissimo da portare con sé. Operare come consulente indipendente richiede grande attenzione per il servizio offerto, che non sposa esclusivamente logiche di vendita, e uno studio attento degli strumenti, ma permetterà a tutti i professionisti che sceglieranno questa strada di capitalizzare le esperienze e le relazioni sviluppate nei diversi anni di attività all’interno delle strutture tradizionali. Come per le altre professioni intellettuali, sarà poi la clientela a fare da metro di giudizio».

Consulenza fee only, nel 2019 inizia la (rin)corsa

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Con l’iscrizione all’albo Ocf inizia per i consulenti indipendenti una nuova era. Quali sono i numeri oggi e cosa dobbiamo aspettarci dall’anno appena iniziato?

Risponde Luca Mainò, membro del direttivo Nafop fondatore Consultique e co-fondatore AssoSCF

All’ultimo momento nella legge di bilancio compare una proroga che consente ai fee only attivi da più di undici anni, che avevano presentato domanda di iscrizione all’albo Ocf entro i termini ma non avevano ricevuto il via libera, di continuare a operare. L’intervento legislativo sblocca così lo stop all’operatività di questi consulenti indipendenti e alle società di consulenza scattato l’1 dicembre del dicembre scorso.

Una buona notizia per il mondo della consulenza fee-only. Insieme a Luca Mainò, fondatore di Consultique e membro del direttivo Nafop, abbiamo allora fatto il punto sullo stato di salute della categoria e provato a capire quali sono le scommesse per il 2019.

“Entro fine gennaio saranno circa novanta i professionisti autorizzati iscritti alla nostra associazione Nafop”, precisa Mainò, che è anche co-fondatore di AssoSCF. “In questa neonata associazione delle società di consulenza indipendente, abbiamo tre scf già iscritte e quattro che lo saranno a breve. In totale AssoSCF avrà circa la metà di tutte le scf iscritte all’Albo”. Può essere allora considerato un successo? “Ricordo che si tratta di una professione che fino a un mese fa era vietata, ecco il motivo dell’attuale dimensione dell’offerta di mercato. Potevano operare solo i soggetti ‘storici’ come ad esempio Consultique, operativi da prima dell’entrata in vigore della Mifid (2007). Quindi sì, è sicuramente un successo l’aver rotto il ghiaccio. Ci sono varie realtà in pipeline per il prossimo anno”.
Previsioni per il 2019

Che numeri dobbiamo aspettarci per quest’anno? “Sarà un anno di transizione: da un lato l’operazione trasparenza di Mifid 2 dovrebbe consentire agli investitori di conoscere il vero costo dei servizi, lo vedremo a partire da marzo, con l’arrivo delle lettere di rendicontazione a tutti i clienti. Dall’altro diventerà sempre più fluido il lavoro dell’Ocf per l’autorizzazione delle domande di iscrizione e per velocizzare il trasferimento di un iscritto dalla sezione dei promotori a quelle dei consulenti autonomi e delle scf. Personalmente mi aspetto dalle 250 alle 300 nuove iscrizioni nel 2019”.

Negli ultimi mesi, complice il difficile contesto di mercato e le basse performance della consulenza tradizionale, è cresciuto l’interesse per la consulenza indipendente. Questo sarà il vostro anno? “Credo che il 2019 sarà l’anno in cui gli investitori più attenti potranno scegliere agevolmente i soggetti cui fare riferimento per le decisioni di pianificazione patrimoniale. Con il modello ‘feeonly’, da decenni esistente nei Paesi più evoluti, anche in Italia le famiglie potranno beneficiare della consulenza indipendente”. Quanto il successo della consulenza indipendente dipende dal fallimento della consulenza tradizionale? “Il nostro successo è legato alle modalità semplici e chiare con le quali si instaura il rapporto con il cliente. Il denaro rimane nelle banche depositarie scelte, in un semplice contratto di consulenza Mifid compliant c’è una parcella chiara che rappresenta l’onorario per il servizio di consulenza. Chi oggi fa consulenza in banca o lavora per una rete distributiva ha finalmente la possibilità di dare una svolta alla propria carriera professionale”.

 

Come sta cambiando il mondo della consulenza finanziaria?

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Luca Mainò intervistato da FocusRisparmio, magazine di Assogestioni, sui cambiamenti in atto nel mondo della consulenza.

Il 1° dicembre segna un momento storico nel mercato della consulenza in Italia. 

Il Fee Only Summit 2018 quest’anno arriva quasi in concomitanza con la partenza del nuovo Albo, che accoglierà una sezione interamente dedicata ai consulenti finanziari indipendenti e alle società di consulenza. Un appuntamento che rende ancora più importante questa ottava edizione. “Sicuramente la partenza del nuovo Organismo dei Consulenti Finanziari (OCF, ndr) prevista per il 1° dicembre segna un momento storico nel mercato della consulenza in Italia – commenta Luca Mainò, fondatore e membro del consiglio direttivo di NAFOP, l’associazione dei Fee Only Financial Planners – Il nuovo Albo Unico accoglierà al suo interno i consulenti indipendenti, con una sezione dedicata alle persone fisiche e una alle persone giuridiche. Proprio la nascita del nuovo Albo, sarà il tema centrale del FeeOnly Summit 2018, che si svilupperà tra tavole rotonde, conferenze, speech tecnici, interventi istituzionali, attività di networking. Si parlerà anche di fintech, competenze, mercati, strategie e temi di investimento, ambiente, responsabilità sociale e governance, previdenza per commercialisti e avvocati, blockchain e cryptocurrencies, family business, società tra professionisti e giovani”.

Quanti i consulenti indipendenti che sono già pronti a iscriversi al nuovo Albo?

Stimiamo in alcune centinaia i soggetti che invieranno l’istanza di iscrizione entro novembre alle due nuove sezioni dedicate agli indipendenti. Il nostro supporto è a disposizione di chi vuole presentare la domanda. Riceviamo ogni giorno telefonate e mail di operatori che vogliono passare dalla sezione dei consulenti fuori sede (ex promotori finanziari, ndr) a quella dei consulenti autonomi o delle società di consulenza. Li aiutiamo a redigere i documenti, con la nostra esperienza dettata da vent’anni di attività e la perfetta conoscenza delle metodologie e delle procedure della consulenza indipendente FeeOnly.

Come cambierà il mondo della consulenza e della distribuzione?

Gli operatori e gli appassionati di finanza avranno la possibilità di scegliere la propria attività. Rispetto al passato, dove potevano entrare in banca o fare i promotori finanziari per una rete distributiva, oggi hanno un’opzione in più: aprire uno studio professionale di consulenza finanziaria indipendente o una società di consulenza insieme ad altri professionisti, aziendalisti, fiscalisti e legali.

Il 2018 è stato un anno importante anche sul fronte normativo. Cosa aspettarsi nel futuro più prossimo?

Le nuove regole imporranno al sistema distributivo maggiore trasparenza nei confronti del cliente e i rendiconti sui costi che arriveranno agli investitori all’inizio del 2019 saranno un primo banco di prova per le banche. Le reti si stanno riorganizzando con l’obiettivo di trattenere i consulenti con portafogli più consistenti, lasciando liberi i piccoli. Anche la community dei FeeOnly sarà vigilata dal nuovo OCF e dovrà adempiere a una serie di richieste che, fortunatamente, con lo sviluppo della tecnologia e di sistemi di Reg-tech non impatteranno negativamente sui conti economici di consulenti autonomi e SCF. Uno scenario dove il cliente più attento ed informato potrà avere dei benefici.

Citywire: “Requiem per la consulenza “bancocentrica”

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Dalle sale del Fee Only Summit 2018 di Verona (18-19 ottobre) riecheggia un requiem per il sistema “bancocentrico” della consulenza italiana. E lo strumento usato per suonarlo e’ il nuovo albo dei consulenti finanziari indipendenti gestito da Ocf.

La battaglia è durata anni, ma si è risolta per i consulenti finanziari indipendenti in una vittoria. Ora l’Italia si potrà finalmente staccare da un sistema tradizionale “bancocentrico”, ha detto Cesare Armellini, presidente dell’associazione NAFOP e ceo di Consultique (società organizzatrice dell’evento), aprendo cosi’ le danze del nuovo summit.

L’accusa di Armellini al mondo bancario italiano e’ di aver occupato tutti gli spazi per la consulenza, mentre il mondo degli autonomi continuava a proliferare, lanciando anche nuovi servizi. “Basti pensare che, nel congresso di Verona, sono oltre 1.000 le iscrizioni da parte dei consulenti” ha sottolineato il presidente di NAFOP, “e ora possiamo iniziare a fare comunicazione su media generalisti, facendo leva sulla forte componente etica che caratterizza la figura del consulente indipendente”.

L’Albo e’ una grande opportunità per coloro che sapranno muoversi per primi, “ma bisogna coinvolgere le Università per i giovani interessati alla professione. Proprio per questo il summit ospita un panel ad hoc con professori come relatori ”ha concluso Armellini ringraziando l’Ocf per il ruolo avuto nel raggiungimento del traguardo rappresentato dall’Albo.

Entro il 1° dicembre la Consob dovrà dare avvio al nuovo Albo, che sarà costituito, oltre che dalla sezione già operativa dei consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede, anche dalle nuove due sezioni dedicate ai consulenti autonomi e alle società di consulenza finanziaria. Un varo atteso da oltre 10 anni, che istituzionalizzerà anche in Italia la figura del consulente finanziario persona fisica o giuridica, il quale offre il proprio servizio ai clienti su base indipendente senza incassare provvigioni dagli intermediari. La remunerazione può essere riconosciuta solo dal cliente per cui lavora.

La presentazione della domanda di iscrizione si è rivelata essere, in un primo momento, impegnativa, dal momento che la regolamentazione di attuazione della Mifid2 presenta non poche complessità. Un altro elemento di criticità riguarda le società di consulenza finanziaria che hanno presentato la domanda di preiscrizione e che alla data del 1° dicembre non dovessero ottenere la delibera di iscrizione all’Albo. Venendo a decadere la proroga legislativa che consentiva a questi soggetti di operare in attesa di avvio dell’Albo, ci potrebbe essere il rischio, già evidenziato dall’Ocf, di dover sospendere l’attività fino alla data dell’effettiva iscrizione.

Iscrizione all’Albo dei CF: super professionisti al servizio di NAFOP

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L’associazione ha concluso un accordo con GimLegal, società specializzata nella consulenza legale e regolamentare nei settori dei financial services, del real estate e capital markets.

Si scaldano i motori delle principali associazioni nostrane in vista del prossimo (si spera imminente) avvio delle procedure di iscrizione alle nuove sezioni dell’Albo unico dei consulenti Finanziari. A tal proposito Nafop, storica istituzione del mondo fee only, ha annunciato di avere messo in atto una serie di iniziative a favore dei propri associati.

“Abbiamo rivisto tutti i contratti che consulenti indipendenti e Scf sottoscrivono con i propri clienti privati, con le aziende e gli istituzionali” afferma il presidente NAFOP, Cesare Armellini (nella foto) “e abbiamo migliorato ulteriormente il test di profilatura in una logica Mifid2 compliant. Ora ci dedicheremo all’assistenza dei nostri iscritti per supportarli nell’iscrizione all’Albo”.

Il tutto partirà per legge il 1° dicembre 2018 e consentirà il riconoscimento istituzione della consulenza indipendente, elemento di evidente beneficio nei confronti dei risparmiatori nostrani, dato l’ormai celeberrimo blocco normativo di oltre 10 anni. Come è noto, il nuovo albo sarà formato da tre sezioni: consulenti abilitati all’offerta fuori sede, consulenti autonomi Indipendenti e SCF Fee Only (società).

A breve dovrebbero partire le iscrizioni di professionisti/scf fee only storici e in previsione di ciò Nafop proprio in questi giorni ha concluso un accordo con GimLegal, società specializzata nella consulenza legale e regolamentare nei settori dei financial services, del real estate e capital markets.

”Abbiamo deciso di avvalerci di un team di avvocati d’affari e dottori commercialisti con competenze tecniche acquisite in studi legali internazionali ed autorità di vigilanza per assicurare ai nostri associati un servizio di supporto di elevato standing” continua Armellini “che li accompagni nelle procedure di iscrizione al nuovo Albo in modo efficace e strutturato, senza perdite di tempo. In un momento di forte crescita della domanda di consulenza indipendente, è necessario dedicare tempo prezioso ai clienti e all’aumento delle proprie competenze, meglio quindi farsi seguire da avvocati dedicati e esperti in materia per ottimizzare tempi e risorse”.

La definizione di modelli e policy che fanno parte della documentazione da presentare all’organismo Ocf verrà definita insieme al consiglio direttivo Nafop e permetterà a consulenti e scf di disporre di tutta la documentazione necessaria in tempi brevi, grazie all’accordo esclusivo concluso con GimLegal.

“Abbiamo accettato con entusiasmo questo incarico” afferma orgoglioso Luigi Rizzi, managing partner di GimLegal “e siamo già al lavoro per consentire a Nafop di canalizzare in un unico interlocutore professionale i rapporti con OCF a prescindere dalla complessità della pratica. Oltre al controllo dei documenti e alla gestione dei flussi verso OCF, abbiamo concordato anche servizi di consulenza specifica che rientrano nelle varie casistiche individuate da Nafop, ma anche per situazioni individuali e particolari”.

Dopo la pubblicazione del nuovo statuto OCF, NAFOP auspica l’avvio della preiscrizione per i Fee-Only entro l’estate

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Nuovo Albo, NAFOP e un sogno (prima) di mezza estate

Il mondo fee only non vede l’ora di partire con il nuovo Albo. Dopo l’approvazione del nuovo statuto OCF, NAFOP, associazione nazionale dei consulenti autonomi, ha evidenziato, in primo luogo con il presidente Cesare Armellini, la propria soddisfazione con un post su LinkedIn.

“Garantita la rappresentatività per i consulenti indipendenti e le scf. Un ulteriore passo verso una sempre maggior diffusione della consulenza finanziaria indipendente anche in Italia”.

Gli fa eco il portavoce dell’associazione, Luca Mainò, che sottolinea a Bluerating.com altresì le tempistiche previste di iscrizione per tutti quei professionisti interessati all’attività fee only:

“Adesso è importante che a brevissimo sia possibile presentare le richiesta di iscrizione da parte dei Consulenti Indipendenti e delle Società di Consulenza Finanziaria già operative.

Ci piacerebbe poter avviare il processo prima delle vacanze estive, in modo che l’OCF abbia tutto il tempo per poter valutare le richieste con tranquillità entro il 1° dicembre, data a partire dalla quale il nuovo albo dovrà essere operativo per Legge.

Gli attuali promotori e bancari che vogliano passare alla consulenza fee only, come professionisti o con una propria srl, potranno presentare le richieste a fine anno ed essere operativi all’inizio del 2019.

Con la nostra associazione NAFOP e con il team di legali che ci assiste, stiamo lavorando full immersion su vari fronti (procedure interne, policy legate a tutti gli aspetti legati a normativa e regolamenti, contrattualistica Mifid2 compliant e GDPR compliant,  nuovi sistemi di profilatura, ecc.) al fine di poter dare ai nostri associati tutto il supporto necessario per presentare subito la richiesta di iscrizione all’Albo”.

 

Armellini: “Ora collaborazione a tutto campo con OCF”

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Sono tanti i nodi legati al mondo della consulenza che sono finiti al centro dei recenti dibattiti dei professionisti del settore dopo la pubblicazione nuovo regolamento intermediari Consob. Ne abbiamo parlato con Cesare Armellini (nella foto), presidente di NAFOP, associazione dei professionisti e delle società di consulenza finanziaria indipendente. A lui abbiamo posto delle domande ad hoc sui temi caldi del momento.

A che punto è la questione dell’Albo unico dei Consulenti Finanziari?
I tempi dell’operatività del nuovo albo sono scanditi dalla Legge. Al massimo entro dicembre 2018 partiranno le tre sezioni composte dai consulenti fuori sede (gli ex PF), dai consulenti autonomi (i fee only) e dalle società di consulenza finanziaria indipendente formate da questi ultimi. A partire da aprile 2018 potranno presentare la richiesta di iscrizione all’OCF tutte le società e i professionisti “storici”, i pionieri del settore che hanno fatto dell’indipendenza la propria scelta di vita.

I requisiti per l’accesso all’Albo ci sono?
I requisiti esistono dal 2008 e sono stati decisi dal Ministero dell’Economia con il decreto 206. Il Mef sicuramente li può migliorare e avrà tutto il tempo necessario per farlo una volta che l’albo sarà operativo. I giovani appassionati di finanza potranno iscriversi superando la prova valutativa, mentre i consulenti delle reti e delle banche che opteranno per l’indipendenza dovranno semplicemente chiedere all’OCF il trasferimento da una sezione all‘altra dell’albo stesso.

Che ruolo avranno le Associazioni di settore all’interno dell’OCF?
Non abbiamo capito come mai per le associazioni delle persone fisiche sia stato stabilito il criterio dell’esclusività degli associati, mentre per quelle che rappresentano le persone giuridiche semplicemente quello della prevalenza. In sostanza, non si può addurre la motivazione del parallelismo tra Reti/Promotori e SCF/Consulenti indipendenti, in quanto stiamo parlando di realtà diverse: i consulenti indipendenti sono i proprietari delle SCF con le quali hanno degli interessi perfettamente coincidenti; i PF non sono i proprietari delle proprie mandanti, ma agenti/collaboratori. Non hanno interessi che coincidono e lo si sta osservando proprio in questi mesi con le polemiche sulla diminuzione delle provvigioni.

Come sta lavorando l’OCF??
Abbiamo fiducia nell’Organismo e nella sua dirigenza, sappiamo come stiano lavorando sodo per accogliere, a partire da aprile, le richieste d’iscrizione dei primi consulenti indipendenti e società fee only. Ci siamo messi a disposizione anche per supportare il team OCF sulla vigilanza preventiva e sui flussi informativi tra iscritti e Albo, che ne semplificheranno l’attività.

Bluerating: “Consulenti, autonomi si guadagna di più. Garantisce NAFOP”

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Il portavoce dell’associazione Luca Mainò indirizza un messaggio ai piccoli portafoglisti delle grandi reti invitandoli al grande salto, nel mondo dei fee only. Ecco potenziali costi e ricavi dell’attività.

Il grande dibattito in atto sul futuro incerto dei piccoli portafoglisti delle grandi reti (quelli da 5 milioni di euro in particolare, ma a tendere anche i cf da 10 milioni di euro di ptf potrebbero essere vittima delle strategie di “ottimizzazione” dei big player), scatenato dalla vicenda interna a Sanpaolo Invest (leggi qui) e riportata da Bluerating.com, pone domande sul futuro di questi professionisti.

C’è chi come Luca Mainò (nella foto), fondatore di Consultique e portavoce di Nafop, l’associazione di categoria dei fee only (i consulenti autonomi del nuovo Albo unico dei consulenti) propone ai piccoli portafoglisti delle reti una via d’uscita onorevole, una scelta di vita che può presentare diversi vantaggi, innanzitutto economici, abbracciando l’attività di consulenti indipendenti. Quanto guadagna un fee only? Come raggiunge il break-even della nuova attività? Quanto si riesce a fatturare con uno studio professionale o una SCF? “Un singolo professionista che presta il servizio di consulenza indipendente deve creare un proprio business plan e pianificare le azioni da mettere in atto per l’avvio e lo sviluppo dell’attività”, esordisce Mainò che propone questo schema esemplificativo su investimento iniziale, costi e ricavi dell’attività di consulente fee only:

Investimento iniziale

6/7.000 euro (una tantum) per smartphone, tablet, portatile, scanner, stampante, arredamento ufficio.

Costi

circa 15.000 euro all’anno per: affitto ufficio, bollette, adsl, wifi, software, info-provider, analisi e ricerca di uffici studi indipendenti, compliance normativa, supporto legale

Ricavi

Sui profili di rischio medio-bassi, che caratterizzano la maggior parte dei clienti:

  • cliente con 500.000 euro di patrimonio finanziario versa una parcella di circa 4.000 euro (0,8%)
  • per 1 milione, la parcella è di 7.000 euro (0,7%).

“Pertanto, un professionista fee-only con un Aua (Asset under advisory. N.d.r.) di 10 milioni di euro, può fatturare 70-80.000 euro e se il portafoglio del consulente fosse caratterizzato da clienti con profili di rischio più elevati, si potrebbe arrivare a un fatturato complessivo di 100mila euro”, continua il portavoce Nafop, che aggiunge: “Nel calcolo degli onorari, uno dei parametri chiave è il tempo dedicato al cliente che, secondo la nostra esperienza ultradecennale nella consulenza indipendente, cresce con l’incremento delle raccomandazioni inviate, la cui numerosità è più significativa per i profili dal rischio più elevato. Se il professionista avesse un portafoglio di 5 milioni di euro, in proporzione potrebbe generare un fatturato di 40-50mila euro, a cui si potrebbero aggiungere altri servizi specifici come la consulenza a piccole aziende, le docenze in corsi di formazione, le perizie tecniche”.

Mainò inoltre ricorda che “La legge prevede che al massimo entro dicembre 2018 parta il nuovo Albo: i consulenti abilitati all’offerta fuori sede con almeno due anni di esperienza potranno optare per la libera professione sganciarsi dalle mandanti e diventare consulenti autonomi e costituire la propria società insieme ad altri colleghi chiedendo semplicemente l’autorizzazione all’OCF e facendosi trasferire in una delle due nuove sezioni. “gli ex pf che hanno sempre desiderato fare i consulenti”, conclude il portavoce dell’associazione dei fee only, “ora possono realmente coronare il proprio sogno. Ricordo che NAFOP ha creato un servizio di supporto legale e tecnico per assistere gli associati nell’iscrizione alle nuove sezioni dell’Albo, per esempio con la definizione di modelli per la struttura organizzativa, di controllo, di procedure e policy interne”.