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Iscrizione all’Albo dei CF: super professionisti al servizio di NAFOP

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L’associazione ha concluso un accordo con GimLegal, società specializzata nella consulenza legale e regolamentare nei settori dei financial services, del real estate e capital markets.

Si scaldano i motori delle principali associazioni nostrane in vista del prossimo (si spera imminente) avvio delle procedure di iscrizione alle nuove sezioni dell’Albo unico dei consulenti Finanziari. A tal proposito Nafop, storica istituzione del mondo fee only, ha annunciato di avere messo in atto una serie di iniziative a favore dei propri associati.

“Abbiamo rivisto tutti i contratti che consulenti indipendenti e Scf sottoscrivono con i propri clienti privati, con le aziende e gli istituzionali” afferma il presidente NAFOP, Cesare Armellini (nella foto) “e abbiamo migliorato ulteriormente il test di profilatura in una logica Mifid2 compliant. Ora ci dedicheremo all’assistenza dei nostri iscritti per supportarli nell’iscrizione all’Albo”.

Il tutto partirà per legge il 1° dicembre 2018 e consentirà il riconoscimento istituzione della consulenza indipendente, elemento di evidente beneficio nei confronti dei risparmiatori nostrani, dato l’ormai celeberrimo blocco normativo di oltre 10 anni. Come è noto, il nuovo albo sarà formato da tre sezioni: consulenti abilitati all’offerta fuori sede, consulenti autonomi Indipendenti e SCF Fee Only (società).

A breve dovrebbero partire le iscrizioni di professionisti/scf fee only storici e in previsione di ciò Nafop proprio in questi giorni ha concluso un accordo con GimLegal, società specializzata nella consulenza legale e regolamentare nei settori dei financial services, del real estate e capital markets.

”Abbiamo deciso di avvalerci di un team di avvocati d’affari e dottori commercialisti con competenze tecniche acquisite in studi legali internazionali ed autorità di vigilanza per assicurare ai nostri associati un servizio di supporto di elevato standing” continua Armellini “che li accompagni nelle procedure di iscrizione al nuovo Albo in modo efficace e strutturato, senza perdite di tempo. In un momento di forte crescita della domanda di consulenza indipendente, è necessario dedicare tempo prezioso ai clienti e all’aumento delle proprie competenze, meglio quindi farsi seguire da avvocati dedicati e esperti in materia per ottimizzare tempi e risorse”.

La definizione di modelli e policy che fanno parte della documentazione da presentare all’organismo Ocf verrà definita insieme al consiglio direttivo Nafop e permetterà a consulenti e scf di disporre di tutta la documentazione necessaria in tempi brevi, grazie all’accordo esclusivo concluso con GimLegal.

“Abbiamo accettato con entusiasmo questo incarico” afferma orgoglioso Luigi Rizzi, managing partner di GimLegal “e siamo già al lavoro per consentire a Nafop di canalizzare in un unico interlocutore professionale i rapporti con OCF a prescindere dalla complessità della pratica. Oltre al controllo dei documenti e alla gestione dei flussi verso OCF, abbiamo concordato anche servizi di consulenza specifica che rientrano nelle varie casistiche individuate da Nafop, ma anche per situazioni individuali e particolari”.

Dopo la pubblicazione del nuovo statuto OCF, NAFOP auspica l’avvio della preiscrizione per i Fee-Only entro l’estate

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Nuovo Albo, NAFOP e un sogno (prima) di mezza estate

Il mondo fee only non vede l’ora di partire con il nuovo Albo. Dopo l’approvazione del nuovo statuto OCF, NAFOP, associazione nazionale dei consulenti autonomi, ha evidenziato, in primo luogo con il presidente Cesare Armellini, la propria soddisfazione con un post su LinkedIn.

“Garantita la rappresentatività per i consulenti indipendenti e le scf. Un ulteriore passo verso una sempre maggior diffusione della consulenza finanziaria indipendente anche in Italia”.

Gli fa eco il portavoce dell’associazione, Luca Mainò, che sottolinea a Bluerating.com altresì le tempistiche previste di iscrizione per tutti quei professionisti interessati all’attività fee only:

“Adesso è importante che a brevissimo sia possibile presentare le richiesta di iscrizione da parte dei Consulenti Indipendenti e delle Società di Consulenza Finanziaria già operative.

Ci piacerebbe poter avviare il processo prima delle vacanze estive, in modo che l’OCF abbia tutto il tempo per poter valutare le richieste con tranquillità entro il 1° dicembre, data a partire dalla quale il nuovo albo dovrà essere operativo per Legge.

Gli attuali promotori e bancari che vogliano passare alla consulenza fee only, come professionisti o con una propria srl, potranno presentare le richieste a fine anno ed essere operativi all’inizio del 2019.

Con la nostra associazione NAFOP e con il team di legali che ci assiste, stiamo lavorando full immersion su vari fronti (procedure interne, policy legate a tutti gli aspetti legati a normativa e regolamenti, contrattualistica Mifid2 compliant e GDPR compliant,  nuovi sistemi di profilatura, ecc.) al fine di poter dare ai nostri associati tutto il supporto necessario per presentare subito la richiesta di iscrizione all’Albo”.

 

Armellini: “Ora collaborazione a tutto campo con OCF”

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Sono tanti i nodi legati al mondo della consulenza che sono finiti al centro dei recenti dibattiti dei professionisti del settore dopo la pubblicazione nuovo regolamento intermediari Consob. Ne abbiamo parlato con Cesare Armellini (nella foto), presidente di NAFOP, associazione dei professionisti e delle società di consulenza finanziaria indipendente. A lui abbiamo posto delle domande ad hoc sui temi caldi del momento.

A che punto è la questione dell’Albo unico dei Consulenti Finanziari?
I tempi dell’operatività del nuovo albo sono scanditi dalla Legge. Al massimo entro dicembre 2018 partiranno le tre sezioni composte dai consulenti fuori sede (gli ex PF), dai consulenti autonomi (i fee only) e dalle società di consulenza finanziaria indipendente formate da questi ultimi. A partire da aprile 2018 potranno presentare la richiesta di iscrizione all’OCF tutte le società e i professionisti “storici”, i pionieri del settore che hanno fatto dell’indipendenza la propria scelta di vita.

I requisiti per l’accesso all’Albo ci sono?
I requisiti esistono dal 2008 e sono stati decisi dal Ministero dell’Economia con il decreto 206. Il Mef sicuramente li può migliorare e avrà tutto il tempo necessario per farlo una volta che l’albo sarà operativo. I giovani appassionati di finanza potranno iscriversi superando la prova valutativa, mentre i consulenti delle reti e delle banche che opteranno per l’indipendenza dovranno semplicemente chiedere all’OCF il trasferimento da una sezione all‘altra dell’albo stesso.

Che ruolo avranno le Associazioni di settore all’interno dell’OCF?
Non abbiamo capito come mai per le associazioni delle persone fisiche sia stato stabilito il criterio dell’esclusività degli associati, mentre per quelle che rappresentano le persone giuridiche semplicemente quello della prevalenza. In sostanza, non si può addurre la motivazione del parallelismo tra Reti/Promotori e SCF/Consulenti indipendenti, in quanto stiamo parlando di realtà diverse: i consulenti indipendenti sono i proprietari delle SCF con le quali hanno degli interessi perfettamente coincidenti; i PF non sono i proprietari delle proprie mandanti, ma agenti/collaboratori. Non hanno interessi che coincidono e lo si sta osservando proprio in questi mesi con le polemiche sulla diminuzione delle provvigioni.

Come sta lavorando l’OCF??
Abbiamo fiducia nell’Organismo e nella sua dirigenza, sappiamo come stiano lavorando sodo per accogliere, a partire da aprile, le richieste d’iscrizione dei primi consulenti indipendenti e società fee only. Ci siamo messi a disposizione anche per supportare il team OCF sulla vigilanza preventiva e sui flussi informativi tra iscritti e Albo, che ne semplificheranno l’attività.

Bluerating: “Consulenti, autonomi si guadagna di più. Garantisce NAFOP”

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Il portavoce dell’associazione Luca Mainò indirizza un messaggio ai piccoli portafoglisti delle grandi reti invitandoli al grande salto, nel mondo dei fee only. Ecco potenziali costi e ricavi dell’attività.

Il grande dibattito in atto sul futuro incerto dei piccoli portafoglisti delle grandi reti (quelli da 5 milioni di euro in particolare, ma a tendere anche i cf da 10 milioni di euro di ptf potrebbero essere vittima delle strategie di “ottimizzazione” dei big player), scatenato dalla vicenda interna a Sanpaolo Invest (leggi qui) e riportata da Bluerating.com, pone domande sul futuro di questi professionisti.

C’è chi come Luca Mainò (nella foto), fondatore di Consultique e portavoce di Nafop, l’associazione di categoria dei fee only (i consulenti autonomi del nuovo Albo unico dei consulenti) propone ai piccoli portafoglisti delle reti una via d’uscita onorevole, una scelta di vita che può presentare diversi vantaggi, innanzitutto economici, abbracciando l’attività di consulenti indipendenti. Quanto guadagna un fee only? Come raggiunge il break-even della nuova attività? Quanto si riesce a fatturare con uno studio professionale o una SCF? “Un singolo professionista che presta il servizio di consulenza indipendente deve creare un proprio business plan e pianificare le azioni da mettere in atto per l’avvio e lo sviluppo dell’attività”, esordisce Mainò che propone questo schema esemplificativo su investimento iniziale, costi e ricavi dell’attività di consulente fee only:

Investimento iniziale

6/7.000 euro (una tantum) per smartphone, tablet, portatile, scanner, stampante, arredamento ufficio.

Costi

circa 15.000 euro all’anno per: affitto ufficio, bollette, adsl, wifi, software, info-provider, analisi e ricerca di uffici studi indipendenti, compliance normativa, supporto legale

Ricavi

Sui profili di rischio medio-bassi, che caratterizzano la maggior parte dei clienti:

  • cliente con 500.000 euro di patrimonio finanziario versa una parcella di circa 4.000 euro (0,8%)
  • per 1 milione, la parcella è di 7.000 euro (0,7%).

“Pertanto, un professionista fee-only con un Aua (Asset under advisory. N.d.r.) di 10 milioni di euro, può fatturare 70-80.000 euro e se il portafoglio del consulente fosse caratterizzato da clienti con profili di rischio più elevati, si potrebbe arrivare a un fatturato complessivo di 100mila euro”, continua il portavoce Nafop, che aggiunge: “Nel calcolo degli onorari, uno dei parametri chiave è il tempo dedicato al cliente che, secondo la nostra esperienza ultradecennale nella consulenza indipendente, cresce con l’incremento delle raccomandazioni inviate, la cui numerosità è più significativa per i profili dal rischio più elevato. Se il professionista avesse un portafoglio di 5 milioni di euro, in proporzione potrebbe generare un fatturato di 40-50mila euro, a cui si potrebbero aggiungere altri servizi specifici come la consulenza a piccole aziende, le docenze in corsi di formazione, le perizie tecniche”.

Mainò inoltre ricorda che “La legge prevede che al massimo entro dicembre 2018 parta il nuovo Albo: i consulenti abilitati all’offerta fuori sede con almeno due anni di esperienza potranno optare per la libera professione sganciarsi dalle mandanti e diventare consulenti autonomi e costituire la propria società insieme ad altri colleghi chiedendo semplicemente l’autorizzazione all’OCF e facendosi trasferire in una delle due nuove sezioni. “gli ex pf che hanno sempre desiderato fare i consulenti”, conclude il portavoce dell’associazione dei fee only, “ora possono realmente coronare il proprio sogno. Ricordo che NAFOP ha creato un servizio di supporto legale e tecnico per assistere gli associati nell’iscrizione alle nuove sezioni dell’Albo, per esempio con la definizione di modelli per la struttura organizzativa, di controllo, di procedure e policy interne”.

Romano (NAFOP): Ecco cosa comporterà per i CF autonomi l’iscrizione all’Albo unico

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Coloro che desiderano iscriversi all’Albo per la prima volta – in particolare i consulenti finanziari autonomi e le scf – potranno presentare la domanda da aprile, così da darci il tempo necessario per valutare il rispetto dei requisiti di esercizio dell’attività prima del 2007 e la presenza di un’organizzazione efficiente” spiegava pochi giorni fa a Citwyire la presidentessa di Ocf, Carla Rabitti Bedogni.

Per approfondire come si stiano preparando al passaggio gli advisor indipendenti (che non “toccano” il denaro e non hanno accesso al patrimonio dei clienti depositato presso intermediari, ndr) abbiamo raccolto l’opinione di  Giuseppe Romano, direttore dell’Ufficio Studi e Ricerche di Consultique e membro del Direttivo Nafop, che ha partecipato al tavolo di lavoro tecnico organizzato da Ocf.

Per la prestazione del servizio di consulenza, cosa ha richiesto l’Autorità di vigilanza a consulenti autonomi e SCF?

La revisione di tutta la contrattualistica ha recentemente impegnato i nostri legali. Per la profilatura del cliente, con un team di colleghi esperti della Nafop, abbiamo creato un nuovo questionario MiFID2 compliant, diverso dal precedente che prevede il passaggio al modello multi-variato. Lo strumento calcola il profilo di rischio e verifica l’adeguatezza della raccomandazione sul portafoglio aggregato del cliente.

Una particolare attenzione alla profilatura è doverosa; non si può delegarne l’acquisizione: il regolamento Consob ha stabilito infatti che anche l’utilizzo di valutazioni automatiche di adeguatezza (come ad esempio quelle dei robo advisor) non esclude la responsabilità in capo ai consulenti che le utilizzano.

E per l’archiviazione dei documenti e delle raccomandazioni?

Da quindici anni disponiamo di un data management con documentazione a data certa, inviolabile ed immodificabile, dove vengono archiviati tutti i documenti contrattuali.

Le raccomandazioni vengono automaticamente archiviate in un registro con ordine progressivo, per potervi accedere agevolmente.

Quali informazioni vengono utilizzate per la reportistica ai clienti?

Abbiamo sviluppato strumenti di analisi e monitoraggio dei portafogli con calcolo delle performance money weighted e time weighted, visualizzazione grafica dell’andamento della performance, possibilità di confronto con indici o benchmark, analisi di rischio, volatilità e duration, analisi ed indicazione dei costi ex ante ed ex post.

Cosa chiedono gli investitori che si rivolgono a voi indipendenti?

Cercano protezione ed efficienza operativa, si presentano spesso con portafogli articolati e con strumenti poco liquidi, non quotati o “personalizzati”.

Il consulente autonomo deve disporre di informazioni sul più ampio numero di strumenti finanziari (aggiornato almeno end-of-day) per il monitoraggio del rischio e dei rendimenti.

Abbiamo creato un database di: ETP con il nostro rating, 20.000 fondi comuni d’investimento, migliaia di certificates quotati in Italia e nei principali Paesi europei, azioni quotate nei mercati mondiali, oltre 60.000 obbligazioni anche OTC oltre ad un enorme database di unit linked, index linked, fondi hedge, fondi immobiliari per molti dei quali è possibile trovare analisi dell’archivio di Ifanet. Tutte informazioni che il nostro ufficio studi utilizza anche per le perizie tecniche che produciamo.

 

FeeOnly, pronti a partire in 1.500

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pronti a partireA gennaio entrerà finalmente in vigore la Mifid di secondo livello. Una direttiva che spalanca le porte ai consulenti finanziari autonomi e alle società di consulenza. La nuova normativa ridisegnerà dunque le strategie dei vari attori dell’industria. L’offerta di consulenza si polarizzerà: da un lato gruppi bancari e reti continueranno a operare in modo tradizionale, con provvigioni e parcelle per contratti di consulenza non indipendente, dall’altro studi professionali e società fee only svilupperanno la consulenza indipendente fee only, senza commissioni o incentivi. “La complessità introdotta da Mifid II per gli intermediari porterà le reti distributive e le banche a focalizzarsi sul collocamento di un numero minore di case prodotto e asset manager, con una scelta potenzialmente più limitata per gli investitori – commenta Luca Mainò, co-fondatore di Consultique e membro del Consiglio Direttivo Nafop – Verrà lasciato campo libero a consulenti e società fee only per la prestazione della consulenza indipendente remunerata a parcella”.

La fotografia del FeeOnly

Ma dove sono concentrati oggi i consulenti autonomi e le società di consulenza già operativi sul mercato? Più della metà dei professionisti e delle società di consulenza indipendente si trova in Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna. “Ma se aggiungiamo anche Piemonte, Toscana e Lazio arriviamo a circa il 90%”, puntualizza Mainò. E ora che l’Albo sta per vedere la luce, stando all’ultimo censimento Ocf del 2016 ci sono già 1.500 soggetti pronti a partire con la loro attività (uno studio Consob del 2011 indicava in circa 5.000 i professionisti attivi dopo cinque anni dalla partenza dell’Albo). Per quanto riguarda i patrimoni sotto consulenza, invece, “stimiamo una media intorno ai 25 milioni per gli studi professionali e del doppio per le società – aggiunge ancora il co-fondatore di Consultique – Le parcelle sono a flat fee, che dipende da vari parametri tra cui il tempo da dedicare, la complessità degli interventi, il profilo del cliente e la dimensione del patrimonio”. 

L’evoluzione

La domanda di una consulenza indipendente, pagata a parcella, si è evoluta nel tempo, da esigenze legate alla gestione degli asset finanziari fino alla richiesta di pianificazione sull’intero patrimonio della famiglia. Questa attività è costituita da servizi che spaziano dall’analisi e ricerca in materia di investimenti alle raccomandazioni generali sugli strumenti finanziari, dall’asset allocation fino al financial planning. E contestualmente all’evoluzione della consulenza autonoma, anche il cliente è diventato più sensibile al FeeOnly “e oggi è disposto a pagare volentieri quando capisce esattamente il servizio”, fa notare Mainò.

Aspettando l’Albo

Dopo l’arrivo della Mifid II (gennaio 2018), all’appello mancherebbe soltanto l’Albo, che dovrà nascere necessariamente entro la fine del 2018. Una deadline che è già stata fissata dal Parlamento. Gli operatori tradizionali avranno la possibilità di capitalizzare esperienza, relazioni e competenze professionali per diventare professionisti intellettuali indipendenti e slegati dal sistema distributivo. E alcuni potranno iscriversi d’ufficio all’Albo. L’iscrizione d’ufficio è prevista dal decreto Mef 206/2008 per tutti i consulenti indipendenti “storici”, per i promotori e per i bancari con almeno due anni di esperienza negli ultimi tre al momento della richiesta di iscrizione.

2018: l’anno del nuovo Albo

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Nel 2018 vedrà finalmente la luce l’Albo, che consentirà anche ai consulenti autonomi ed alle società di consulenza finanziaria (SCF) di avere la propria professione regolamentata.

nuovo albo consulenza

Chi non ha mandati con banche o altri intermediari, presta il servizio di consulenza in base ad un contratto sottoscritto con il Cliente ed è remunerato esclusivamente a parcella, avrà un riconoscimento sempre maggiore. I risparmiatori saranno sempre più consapevoli della natura delle diverse figure che prestano consulenza.

Il ruolo del consulente finanziario indipendente è di affiancare, consigliare e supportare il cliente nelle decisioni di carattere finanziario, lasciando tuttavia al cliente la libertà della scelta finale e l’esecuzione delle operazioni.

I consulenti finanziari indipendenti associati NAFOP si candidano a diventare una bussola per il risparmiatore desideroso di trovare un orientamento fra le molte alternative di investimento.

albo unico

Il Sole 24Ore: NAFOP prima associazione della categoria Fee-Only

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Nell’inserto del Il Sole 24 Ore del 14 dicembre 2017, dal titolo: La scelta del Consulente, siamo orgogliosi che la nostra associazione NAFOP venga indicata come prima associazione di categoria per i professionisti e le società di consulenza Fee-Only. 

Utilissimo inserto per la scelta del consulente finanziario. La nostra associazione NAFOP, protagonista da quasi quindici anni e punto di riferimento di professionisti e società indipendenti #FeeOnly, viene indicata a pagina 14 come principale associazione di categoria sul cui sito web è possibile individuare i soggetti cui fare riferimento per le proprie scelte d’investimento.

Il consulente, lo studio professionale e la società di consulenza finanziaria Fee-Only sono professionisti o società che vengono remunerati a parcella (Fee-Only) solo dal proprio cliente e non possono, per legge ed eticamente, ricevere alcun compenso da nessun intermediario quali ad esempio Banche, SGR, SIM o Compagnie assicurative.

Non svolgono alcuna attività di vendita, non hanno alcun rapporto con chi vende prodotti finanziari ma prestano esclusivamente consulenza e assistenza ai loro clienti per la corretta pianificazione del loro patrimonio.

Non toccano mai i soldi della clientela che rimangono depositati nella banca di fiducia del cliente, le operazioni consigliate vengono eseguite dal cliente stesso supportato dal professionista indipendente.

Svolgono analisi approfondite sugli investimenti esistenti e predispongono le strategie di investimento più adeguate per il raggiungimento del corretto livello di rischio e della protezione adeguata del patrimonio.

In sintesi sono liberi dal conflitto di interesse economico.

la scelta del consulente

 

Luca Mainò su Focus Risparmio: “Consulenti, per l’Albo si dovrà attendere ancora”

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L’ultima granFocus Risparmio_Lucade novità che ha riguardato i consulenti autonomi è l’aver ritrovato, nel decreto legislativo di attuazione della Mifid II arrivato alla fine dello scorso luglio, l’autorizzazione a operare fuori sede. “ Il consulente indipendente è un professionista intellettuale e come tale deve potersi muovere liberamente sul mercato come ogni altro professionista – commenta Luca Mainò, co-fondatore Consultique e membro del direttivo Nafop – Semplicemente, se un cliente mi chiede di poter andare a casa sua per la firma del contratto devo poterci andare senza che l’autorità di vigilanza possa per tale motivo applicarmi una sanzione. Questa cosa sarebbe assurda, incomprensibile a chiunque. Gli investitori sono abituati a venire nei nostri uffici, a telefonarci, a essere soggetti attivi nel rapporto professionale; ciò non toglie che la nostra libertà di movimento non debba essere limitala.

Quale sarà il reale calore aggiunto per i consulenti autonomi? 

Con il 30 bis, uno studio professionale o una società di consulenza possono avvalersi di collaboratori che si muovono sul territorio. Le problematiche di natura ispettiva e di controllo della nostra attività vengono meno dal momento in cui per tutti esiste una base operativa, una sede, un domicilio eletto in cui vengono archiviati i documenti oggetto di eventuali controlli ispettivi.

Intanto, all’appello manca ancora l’Albo. Sarà tutto pronto per gennaio 2018, quando la Mifid II entrerà nel vivo?

Penso che l’Albo non sarà operativo fino alla primavera del 2018. Nel frattempo i soggetti interessati all’iscrizione possono prepararsi a beneficiare di tutti i vantaggi dei “first mover”. La rilevazione Ocf ha censito circa 1.500 futuri consulenti che si iscriveranno non appena l’Albo sarà pronto. Molti osservano, pronti a realizzare il sogno di diventare consulenti indipendenti e di creare una propria società.

Al di là degli strumenti quotati, non tutte le Srg hanno creato una classe di fondi dedicata ai fee only, depurata delle commissioni di retrocessione. Cosa accadrà secondo lei?

Con il nostro intervento, i clienti già oggi possono beneficiare di tagli di commissioni su gran parte delle tipologie di prodotti. Ogni giorno inoltre riscontriamo come molti intermediari siano attenti e concentrati nel capre quali sono e quando devono realmente costare i servizi e i prodotti per clienti dei consulenti indipendenti.

Quest’anno, il consueto appuntamento con il FeeOnly Summit si terrà, sempre a Verona, a novembre. Quali saranno i temi al centro della settima edizione? 

Il congressi nazionale, FeeOnly Summit 2017, si concentrerà sulle tematiche di interesse della nostra community. Si stanno iscrivendo anche molti consulenti fuori sede, avvocati e commercialisti, ma anche molti bancari e consulenti aziendali. Un tema caldo è l’impatto della tecnologia sulla finanza, sui è dedicato l’intervento iniziale di Paolo Sironi. I numerosi “Feeonly Talks” e le tavole rotonde approfondiranno argomenti legati ai mercati, alle strategie, a strumenti e piattaforme efficienti, all’evoluzione della professione. Vi saranno conferenze a tema con crediti formativi Efpa, ordine avvocati e ordine commercialisti.

Luca Mainò (NAFOP) a Bluerating: il regolamento Consob? Tutto da riscrivere

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“Il testo in consultazione è un complesso reticolato normativo che pecca in più punti per mancanza di chiarezza e di coordinamento a causa di un impianto sistematico poco organico. La dilatazione degli articoli, che si stratificano su un corpo di norme già consolidato, spesso genera caos in un sistema già di per sé complesso e purtroppo oggetto di un inquadramento giuridico sbagliato dei consulenti indipendenti, delle scf e della stessa attività professionale”. Con queste parole Luca Mainò (nella foto), portavoce del consiglio direttivo Nafop, sintetizza le circa 120 pagine di osservazioni che l’associazione ha inviato alla Consobnell’ambito della consultazione sulle modifiche al Libro VIII del Regolamento Intermediari. “Nafop manifesta ampia disponibilità a collaborare con l’autorità”, continua Mainò, “ma sollecita una nuova consultazione su un testo rivisto e sfoltito“.

Cosa non vi ha convinto del testo in consultazione?
Innanzitutto, la disciplina dei consulenti indipendenti e delle scf trae origine da Mifid 1, sulla cui base in Italia si è codificato uno statuto speciale per consulenti finanziari indipendenti e società di consulenza finanziaria rispetto a quello degli intermediari, incentrato su requisiti imprescindibili e sulla modalità di prestazione della consulenza senza detenzione “di fondi o titoli appartenenti ai clienti”. Tale normativa è imperniata sull’indipendenza soggettiva e oggettiva, la cui violazione prevede la radiazione dall’Albo, ma leggendo il testo in consultazione pare che questo sia sfuggito al regolatore.

In merito al requisito di indipendenza soggettiva, secondo voi cosa è sfuggito alla Consob?
Consulenti indipendenti e scf formulano raccomandazioni personalizzate al cliente che le potrà eventualmente concretizzare presso l’intermediario prescelto. Quindi i consulenti non entrano in alcun modo in contatto e non intrattengono rapporti di alcuna natura con gli intermediari finanziari. Come già più volte sottolineato, i consulenti sono professionisti intellettuali. Non sono intermediari, né agiscono in qualità di intermediari: non intermediano e soprattutto non raccomandano servizi di investimento, come invece pare evincersi dalle disposizioni in consultazione, frutto chiaramente di una “svista” che andrebbe a regolamentare una realtà professionale inesistente sul mercato e lontana da quella disciplinata dal nostro Paese negli ultimi 10 anni.

Quindi?
La protezione dei clienti è stata sempre la finalità che ha improntato la disciplina attuale ma dalla bozza Consob sembra emergere una regolamentazione che è un passo indietro rispetto a quella attuale, segnando una diminuzione del livello di tutela del cliente. Lo standard più basso discende dall’omologazione del modello di consulenza indipendente già normata nel nostro ordinamento alla consulenza “su base” indipendente (Mifid 2), con conseguente copia-incolla delle disposizioni previste. Ma il modello italiano della consulenza fee only, operativo già dal 2007, non soffre i condizionamenti della consulenza “su base” indipendente, derivanti dal fatto di essere prestata da una banca o dai suoi agenti collegati. Il legislatore europeo parla infatti di indipendenza del servizio, non del soggetto, a differenza del sistema nazionale in cui invece l’indipendenza soggettiva permette al cliente di qualificare esattamente il professionista che ha di fronte e soprattutto sapere da chi è remunerato.

E sul tema dei “requisiti almeno analoghi”?
Su questo tema, il legislatore europeo non ha ovviamente chiesto agli Stati membri di introdurre requisiti identici a quelli previsti per gli intermediari e le banche. Il consulente non conosce ex ante la banca alla quale il cliente si rivolgerà, ma ne viene eventualmente a conoscenza solo ex post tramite il cliente stesso. Incredibilmente, secondo la bozza, gli indipendenti dovrebbero fornire al cliente una serie di informazioni che addirittura non conoscono, senza alcun beneficio per i clienti che ricevono comunque quelle stesse informazioni dalla banca. Infatti, molti obblighi informativi – per esempio, sui costi – dovranno comunque essere assolti dall’intermediario nel momento in cui il cliente, ricevuta la raccomandazione dal consulente, la realizzerà presso l’intermediario stesso. L’investitore sarebbe sommerso da un eccesso di informazioni che potrebbero fuorviare e confondere, piuttosto che favorire, l’assunzione consapevole di decisioni di investimento. Uno sfoltimento degli obblighi in tal senso risponderebbe, pur nel rispetto della tutela dell’investitore, all’esigenza di semplificazione normativa e di better regulation, sempre invocata dalle istituzioni europee.

Come valutate, infine, il punto sui requisiti di rappresentatività delle associazioni professionali?
Leggiamo che la compartecipazione all’Organismo “non può essere consentita ad associazioni alle quali partecipano soggetti portatori di interessi diversi che non siano esclusivamente quelli della categoria”. Ci teniamo a precisare che gli interessi di cui sono portatori i consulenti finanziari indipendenti coincidono esattamente con quelli delle società di consulenza, che si differenziano esclusivamente per la forma giuridica prescelta per la prestazione del servizio (societaria o individuale) e Nafop è un esempio in tal senso da oltre 12 anni. Sarebbe quindi inconcepibile l’obbligo per un’associazione a dover rappresentare solo le persone fisiche o solo quelle giuridiche. Inoltre, ai sensi del decreto 66/2012, chi presta consulenza per una società deve essere iscritto nella sezione dei consulenti autonomi. È assurda l’ipotesi di una società che sia iscritta a un’associazione, mentre i consulenti che operano per suo conto siano iscritti a un’altra differente associazione.