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Luca Mainò: il nuovo decennio della consulenza fee-only

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Wall Street Italia: intervista a Luca Mainò sul nuovo decennio della consulenza indipendente

Cresce il numero di professionisti che erogano un servizio di consulenza su base indipendente. I risparmiatori italiani potranno avvalersi di una consulenza pura da ogni conflitto di interesse.

Governi e Regulators stanno spingendo verso trasparenza e riduzione dei conflitti di interesse nel sistema finanziario. Il modello di consulenza a parcella si è affermato in USA, Australia, Regno Unito, Paesi Bassi ed altri Stati Europei, fino all’Italia dove da un anno le figure storiche della consulenza indipendente hanno acquisito una legittimazione istituzionale all’interno del ridisegnato Albo, con le nuove sezioni loro dedicate e con la rappresentanza nell’Organismo.

Una ricerca americana del Certified Financial Planning Board del 2015 afferma che “9 americani su 10 concordano sul fatto che quando ricevono una consulenza in materia di investimenti, la persona che fornisce il servizio deve mettere gli interessi dei risparmiatori al di sopra dei propri e deve informarli su eventuali conflitti di interesse”. CONSOB in una recente survey, ha registrato come il 50% degli italiani – di qualsiasi età, provenienza, classe sociale e livello di istruzione – sia disposto a versare una parcella. Esperti del settore stimano che nei prossimi 5 anni la quota di mercato per la consulenza FeeOnly toccherà il 10% delle masse complessive in gestione oggi al sistema bancario e delle reti distributive. Il 2020 sarà l’anno in cui gli investitori sceglieranno agevolmente i propri advisor indipendenti attraverso il sito di OCF o semplicemente tramite le associazioni di categoria.

Oggi è facile e alla moda parlare di consulenza indipendente, ma vent’anni fa, quando comprendemmo che sarebbe stato il momento di portare in Italia le nuove metodologie di financial planning indipendente, quasi nessuno ci prendeva sul serio. In questi due decenni abbiamo assistito ad un’evoluzione significativa della domanda di consulenza che sta “contagiando” trasversalmente tutte le fasce di clientela. Essendo advisor indipendenti dal 2000, negli anni abbiamo riscontrato l’interesse di investitori istituzionali, aziende e privati con asset significativi, in cerca di maggiore efficienza nella gestione del patrimonio, di protezione degli asset e di supporto nei passaggi generazionali. Oggi c’è molta attenzione anche da parte di clienti meno facoltosi, di famiglie con esigenze spesso non soddisfatte dal sistema tradizionale: servizi che prima erano riservati ad una ristretta cerchia di utenti, oggi sono accessibili anche da chi possiede patrimoni più piccoli e meno strutturati.

Sul lato dell’offerta, con lo sviluppo della tecnologia e dei sistemi di regulatory-tech, la professione è alla portata di un’ampia fascia di persone che fino ad oggi ha lavorato per banche private, all’interno di reti commerciali o nell’area corporate/PMI degli istituti di credito e può ora “migrare” verso l’indipendenza, coinvolgendo altri professionisti e giovani laureati. In particolare, la professione è particolarmente attrattiva per chi possiede uno spirito indipendente e vuole mettere a disposizione dei propri clienti conoscenze, esperienza, know how maturate in anni di attività nel settore.

Il sistema bancario e l’intera industry stanno studiando strumenti, prodotti e tecnologie per soddisfare la clientela molto esigente dei consulenti indipendenti, per i quali verranno messi a disposizione tools efficienti in modo da rendere fluido e sempre più low cost il rapporto consulente-cliente-intermediario. Siamo solo all’inizio.

Il nuovo status di “soggetti vigilati” impone una serie di adempimenti come, ad esempio, la profilatura dei clienti, l’invio e l’archiviazione inviolabile delle raccomandazioni, la creazione di presidi in varie aree, il calcolo degli indicatori di vigilanza, l’aggiornamento delle schede antiriciclaggio, l’invio di documenti di rendicontazione ed altri che, con l’aiuto della tecnologia, sono oggi diventati una routine. D’altro canto, gli Indipendenti possono oggi godere di una maggiore visibilità che sta aiutando lo sviluppo della professione e li sta agevolando nella comunicazione.

Nelle nostre associazioni NAFOP e AssoSCF abbiamo colleghi con esperienza che prestano l’attività da moltissimi anni, titolari di studi e società storiche. Ma possiamo anche contare sull’entusiasmo delle nuove realtà che stanno nascendo, con giovani financial planner, commercialisti e avvocati che, con i nostri esperti, supportiamo nella fase di set up iniziale e organizzazione dell’attività. Per la nostra community mettiamo a disposizione vari servizi per consentire agli Associati di operare in perfetta sintonia con la normativa e le best practices della professione. Ad esempio, consulenti e SCF beneficiano gratuitamente dell’utilizzo di una piattaforma di e-learning per le 30 ore di formazione annuale frequentabili in qualsiasi momento con un servizio di help desk, test e rilascio dell’attestato da inviare a OCF. Stiamo vivendo una fase di sviluppo del settore, in cui i “first mover” potranno beneficiare della crescita della domanda di consulenza. Questo trend non è passato inosservato al mondo dei commercialisti, figure con una clientela fidelizzata, con l’attitudine all’ascolto delle problematiche e orientati alla pianificazione e al controllo. Si tratta di una professione compatibile con la prestazione della consulenza indipendente che può essere agevolmente integrata come ulteriore servizio in vari modi, come ad esempio il coinvolgimento nello studio di un consulente indipendente già operativo, l’accordo con una SCF o l’iscrizione all’Albo, previo esame, del commercialista stesso o di un collaboratore.

Commercialisti consulenti, sembrava impossibile invece eccoli qui

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(clicca sull’immagine per leggere l’articolo online)

La professione del commercialista non è più incompatibile con l’attività di consulenza finanziaria.

We Wealth ha intervistato i protagonisti dell’industria per capire in che modo questo questo servizio aggiuntivo può essere erogato

Con l’avvio dell’Albo dei consulenti il primo dicembre 2018 si è aperta la strada della consulenza finanziaria anche ai dottori commercialisti. La sezione del nuovo Albo dedicata ai consulenti autonomi descrive una professione a carattere intellettuale e non commerciale che di fatto fa decadere ogni previsione di incompatibilità con la professione del dottore commercialista. Un punto di svolta significativo per i professionisti che fino allo scorso anno si scontravano con il muro della promozione finanziaria, per legge incompatibile con la loro attività primaria.

“Oggi i nostri clienti possono contare sulle tipiche caratteristiche e qualità dei commercialisti – come la formazione universitaria integrata dalla formazione professionale continua, la vigilanza deontologica – arricchite dalla specifica specializzazione nella consulenza finanziaria autonoma, da svolgere sotto la vigilanza della Consob e dell’Ordine dei Consulenti Finanziari”, spiega a We Wealth Lorenzo Sirch, consigliere nazionale del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e contabili con delega alla finanza.

In che modo il dottore commercialista può svolgere l’attività di consulenza?

Le strade sono quattro.

  1. Acquisizione delle competenze necessarie a esercitare la professione e a superare l’esame necessario per l’iscrizione all’Albo da parte del commercialista già operativo
    È improbabile che questa strada verrà percorsa da molti, perché il commercialista – che normalmente arriva da una laurea in economia e commercio con formazione in materie contabili e fiscali – difficilmente avrà tempo e energie per potersi formare in campo finanziario.
  2. Formazione in materia finanziaria del neo abilitato o neo iscritto all’Ordine dei dottori commercialisti
    È probabile che la via della formazione specifica in materia finanziaria sarà appannaggio delle nuove leve, che invece di avviarsi verso la consulenza fiscale classica si potranno confrontare con la nuova professione.
  3. Accordo con una realtà esterna allo studio commercialista – una società di consulenti finanziari (SCF) per esempio – che possa svolgere a chiamata il servizio per i clienti dello studio La soluzione più semplice ma forse la meno efficace: diventerebbe l’ennesima figura professionale che il commercialista presenta al proprio cliente. “A livello di marketing è importante che il cliente percepisca che il servizio arriva dall’interno”, precisa Luca Rizzi, uno dei sei dottori commercialisti che risulta già iscritto all’Albo dei consulenti finanziari.
  4. Assunzione di un consulente finanziario autonomo o creazione di un’associazione tra lo studio commercialista e una SCF In questo modo la consulenza viene portata all’interno dello studio, che diventa così una realtà multidisciplinare.

Quali potenzialità la professione di consulente offre ai commercialisti?
“La situazione è la migliore immaginabile perché esiste già un parco clienti al quale il commercialista può rivolgersi”, prosegue Rizzi, che per prendere meglio le misure ha anche provato a realizzare una simulazione – sebbene prudenziale – dello scenario economico che si presenta al commercialista che voglia diventare consulente.

Secondo questa stima, ipotizzando una media di 100 clienti per studio, e masse investite per 15 milioni di euro, l’introito per il commercialista sarebbe di circa 60 mila euro l’anno.

“La figura del commercialista si sposa perfettamente con la consulenza finanziaria indipendente”, ha commentato Luca Mainò, co-fondatore della società di consulenza indipendente Consultique e membro del Direttivo NAFOP. “Il commercialista gode della fiducia del cliente. Ha una clientela fidelizzata, ha l’attitudine all’ascolto delle problematiche del cliente, è orientato alla pianificazione e al controllo. Soprattutto, è in crescita la domanda di consulenza indipendente da parte delle aziende”.

L’ordine dei commercialisti di Torino, guidato dal presidente Luca Asvisio, da oltre un anno sta approfondendo la tematica dell’integrazione tra la consulenza fiscale tipica della categoria con la consulenza finanziaria indipendente. La preparazione di una guida informativa per gli iscritti all’Ordine e l’organizzazione di un convegno sul tema, in data 19 dicembre, rappresentano le prime occasioni di un approfondimento istituzionale su questa importante novità e opportunità per i commercialisti.

 

Consulenza finanziaria solo a parcella (fee-only): intervista al Presidente NAFOP Cesare Armellini

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Consulenza finanziaria indipendente: quello che non ti hanno mai detto

 

Finalmente la consulenza finanziaria indipendente è stata sdoganata anche in Italia, dopo anni di battaglie finalmente i consulenti finanziari indipendenti hanno il loro albo professionale e le famiglie italiane possono contare su una figura professionale indipendente che può assisterli solo e soltanto nei loro interessi economici e finanziari.

Godetevi questa intervista ricchissima di informazioni utili su questa nuova professione, rimanete fino alla fine del video perché di cose interessanti ce ne sono tantissime.

Ecco cosa troverai nel video:

1:07 – La consulenza finanziaria indipendente in Italia
4:22 – Cosa fa il consulente finanziario indipendente
6:43 – Il conflitto d’interesse nel mondo finanziario
8:19 – I consulenti finanziari e i costi
12:53 – Una figura diffusa da anni all’estero
14:37 – Dove trovare un consulente finanziario indipendente
16:20 – Requisiti per avvalersi di una consulenza indipendente
18:48 – Come funziona il primo contatto con il cliente
22:32 – I consulenti indipendenti in Italia
24:02 – Il futuro della consulenza finanzia indipendente

Nella seconda parte di questa intervista Cesare Armellini ci spiegherà come si può diventare consulenti finanziari indipendenti e ci darà diversi suggerimenti molto utili per svolgere questa professione.

FeeOnly19, Armellini (NAFOP): dal 2020 per gli autonomi possibili 1.500 nuovi ingressi

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Oggi il 50% dei 55.000 CF iscritti alla sezione degli abilitati all’offerta fuori sede dell’OCF non può iscriversi alla sezione degli autonomi. Ma il MEF sta lavorando per eliminare questo blocco dall’anno prossimo.

Oggi la normativa non permette a circa il 50% dei 55.000 cf iscritti alla sezione degli abilitati all’offerta fuori sede dell’OCF di iscriversi, se vogliono, alla sezione degli autonomi o di aprire una loro società di consulenza finanziaria senza sostenere un esame o altre incombenze.

A spiegarlo a Citywire Italia è Cesare Armellini, presidente di NAFOP e ceo di Consultique, la società di consulenza finanziaria indipendente che ha organizzato il Fee Only Summit 2019, la due giorni veronese dedicata alla consulenza finanziaria autonoma.

“Su questo blocco normativo il MEF ha aperto una consultazione pubblica che si dovrebbe concludere il 22 di novembre e che poi potrebbe diventare legge dopo 2-3 mesi. Il 50% dei cf abilitati all’offerta fuori sede, senza più questo blocco, sarà libero di iscriversi o meno alla sezione degli autonomi, mentre la restante metà può già farlo oggi”, prosegue Armellini.

“Secondo un’indagine svolta da OCF, circa 1.500 soggetti sono interessati a iscriversi nel breve alla sezione degli autonomi”, conclude Armellini, “mentre per fine 2019 si supereranno i 300 soggetti“.

NAFOP ti aspetta all’ITForum di Milano mercoledì 27 novembre

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Il mondo del trading e degli investimenti ti attende il 27 novembre 2019 al Palazzo delle Stelline di Milano. Incontri formativi, convegni, workshop, 150 speaker, 45 espositori, grandi trader e le soluzioni di investimento più innovativi dedicati ai professionisti della finanza.

NAFOP sarà presente e invita a partecipare alla conferenza:

“Cresce l’interesse per la consulenza finanziaria indipendente: vantaggi e opportunità per investitori, professionisti e società di consulenza”

L’offerta di servizi di consulenza finanziaria sta cambiando e sta crescendo l’interesse per la consulenza indipendente. Questo successo è legato alle modalità di rapporto semplici e chiare che il consulente fee-only instaura con i propri clienti: il suo patrimonio rimane nelle banche depositarie scelte, il professionista indipendente presta consulenza e assistenza per la corretta pianificazione, il cliente versa una parcella chiara che rappresenta l’onorario per il servizio di consulenza ricevuta. Finalmente anche in Italia, dopo oltre dieci anni di attesa, è diventato operativo il nuovo Albo che consente da un lato, ai consulenti, di dare una svolta alla propria carriera professionale e avviare uno studio indipendente slegato dal sistema distributivo, dall’altro, gli investitori possono decidere di affidarsi ad un esperto indipendente per le proprie decisioni di carattere finanziario.

Nel workshop verranno trattate queste tematiche e sarà possibile interagire direttamente con gli speaker per conoscere le opportunità, per famiglie e operatori, offerte da questo nuovo scenario di mercato.

Per partecipare ai workshop vi basterà essere iscritto all’evento ITForum. Non dovrai iscriverti ai singoli eventi.

Clicca QUI per iscriverti.

Fee Only Summit: la parola ai protagonisti del nuovo OCF

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Il FeeOnly Summit è diventato il momento più importante dell’anno dedicato alla consulenza indipendente, in cui verranno coinvolti tutti i principali attori del risparmio gestito, oltre a tutti gli ospiti istituzionali.
L’appuntamento di Verona, giunto alla sua nona edizione, si propone come importante palcoscenico per rilanciare il concetto di consulenza FeeOnly e NAFOP ha partecipato attivamente all’organizzazione delle tavole rotonde istituzionali in programma, che consentiranno ai partecipanti di conoscere il pensiero di legislatore, regulators e associazioni sui temi caldi del momento.

 

Il FeeOnly Summit conclude il mese dell’educazione finanziaria!

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Il FeeOnly Summit conclude il mese dell’educazione finanziaria!

Partecipa alla conferenza

“COME GESTIRE E PIANIFICARE LE RISORSE FINANZIARIE PERSONALI E FAMILIARI”

tenuta dalle associazioni di categoria dei consulenti indipendenti NAFOP e delle società di consulenza AssoSCF.

Quando?  Mercoledì 30 ottobre alle ore 17.00
Dove?   Auditorium, Palazzo della Gran Guardia – Verona
Iscrizioni:    www.feeonlysummit.com

Intervengono:
Paola Soccorso – Consob
Cesare Armellini – NAFOP
Giuseppe Romano – NAFOP
Luca Mainò – AssoSCF

Modera:
Marco Liera

Cresce l’interesse per la consulenza finanziaria indipendente

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“Cresce l’interesse per la consulenza finanziaria indipendente: vantaggi e opportunità per investitori, professionisti e società di consulenza“. Questo il titolo della tavola rotonda, organizzata da NAFOP, in programma a ITForum Milano il prossimo 27 novembre presso il Palazzo delle Stelline nella sala Chagal dalle ore 12.00 alle 13.00.

L’offerta di servizi di consulenza finanziaria sta cambiando e sta crescendo l’interesse per la consulenza indipendente. Questo successo è legato alle modalità di rapporto semplici e chiare che il consulente fee-only instaura con i propri clienti: il suo patrimonio rimane nelle banche depositarie scelte, il professionista indipendente presta consulenza e assistenza per la corretta pianificazione, il cliente versa una parcella chiara che rappresenta l’onorario per il servizio di consulenza ricevuta. Finalmente anche in Italia, dopo oltre dieci anni di attesa, è diventato operativo il nuovo Albo che consente da un lato, ai consulenti, di dare una svolta alla propria carriera professionale e avviare uno studio indipendente slegato dal sistema distributivo, dall’altro, gli investitori possono decidere di affidarsi ad un esperto indipendente per le proprie decisioni di carattere finanziario.

Nel workshop verranno trattate queste tematiche e sarà possibile interagire e confrontarsi con gli speaker per conoscere le opportunità, per famiglie e operatori, offerte da questo nuovo scenario di mercato.

I relatori sono: Cesare Armellini, Presidente NAFOP, Luca Mainò, Direttivo NAFOP, Giuseppe Romano, Direttivo NAFOP, Roberto Cappiello, Direttivo NAFOP e Paolo Tirabassi, Direttivo NAFOP.