Romano (NAFOP): Ecco cosa comporterà per i CF autonomi l’iscrizione all’Albo unico

By 21 febbraio 2018 Rassegna Stampa No Comments

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Coloro che desiderano iscriversi all’Albo per la prima volta – in particolare i consulenti finanziari autonomi e le scf – potranno presentare la domanda da aprile, così da darci il tempo necessario per valutare il rispetto dei requisiti di esercizio dell’attività prima del 2007 e la presenza di un’organizzazione efficiente” spiegava pochi giorni fa a Citwyire la presidentessa di Ocf, Carla Rabitti Bedogni.

Per approfondire come si stiano preparando al passaggio gli advisor indipendenti (che non “toccano” il denaro e non hanno accesso al patrimonio dei clienti depositato presso intermediari, ndr) abbiamo raccolto l’opinione di  Giuseppe Romano, direttore dell’Ufficio Studi e Ricerche di Consultique e membro del Direttivo Nafop, che ha partecipato al tavolo di lavoro tecnico organizzato da Ocf.

Per la prestazione del servizio di consulenza, cosa ha richiesto l’Autorità di vigilanza a consulenti autonomi e SCF?

La revisione di tutta la contrattualistica ha recentemente impegnato i nostri legali. Per la profilatura del cliente, con un team di colleghi esperti della Nafop, abbiamo creato un nuovo questionario MiFID2 compliant, diverso dal precedente che prevede il passaggio al modello multi-variato. Lo strumento calcola il profilo di rischio e verifica l’adeguatezza della raccomandazione sul portafoglio aggregato del cliente.

Una particolare attenzione alla profilatura è doverosa; non si può delegarne l’acquisizione: il regolamento Consob ha stabilito infatti che anche l’utilizzo di valutazioni automatiche di adeguatezza (come ad esempio quelle dei robo advisor) non esclude la responsabilità in capo ai consulenti che le utilizzano.

E per l’archiviazione dei documenti e delle raccomandazioni?

Da quindici anni disponiamo di un data management con documentazione a data certa, inviolabile ed immodificabile, dove vengono archiviati tutti i documenti contrattuali.

Le raccomandazioni vengono automaticamente archiviate in un registro con ordine progressivo, per potervi accedere agevolmente.

Quali informazioni vengono utilizzate per la reportistica ai clienti?

Abbiamo sviluppato strumenti di analisi e monitoraggio dei portafogli con calcolo delle performance money weighted e time weighted, visualizzazione grafica dell’andamento della performance, possibilità di confronto con indici o benchmark, analisi di rischio, volatilità e duration, analisi ed indicazione dei costi ex ante ed ex post.

Cosa chiedono gli investitori che si rivolgono a voi indipendenti?

Cercano protezione ed efficienza operativa, si presentano spesso con portafogli articolati e con strumenti poco liquidi, non quotati o “personalizzati”.

Il consulente autonomo deve disporre di informazioni sul più ampio numero di strumenti finanziari (aggiornato almeno end-of-day) per il monitoraggio del rischio e dei rendimenti.

Abbiamo creato un database di: ETP con il nostro rating, 20.000 fondi comuni d’investimento, migliaia di certificates quotati in Italia e nei principali Paesi europei, azioni quotate nei mercati mondiali, oltre 60.000 obbligazioni anche OTC oltre ad un enorme database di unit linked, index linked, fondi hedge, fondi immobiliari per molti dei quali è possibile trovare analisi dell’archivio di Ifanet. Tutte informazioni che il nostro ufficio studi utilizza anche per le perizie tecniche che produciamo.