Consulenti finanziari “fee only”: in una settimana da “indipendenti” a “esenti”, per poi virare su “autonomi

By 2 dicembre 2015 In Evidenza No Comments

CameraEnnesimo cambio di nome per i consulenti finanziari “fee only”. L’atteso riordino dell’attività di consulenza finanziaria è sempre foriera di sorprese. L’ultima, anticipata venerdì da Radiocor, nasce dall’idea del deputato Giulio Cesare Sottanelli (Scelta civica), di far confluire nella legge di Stabilità il Ddl Marino che istituisce il nuovo Organismo unico dei consulenti finanziari, per racchiudere sotto lo stesso tetto della cosiddetta casa della consulenza, ma in tre elenchi separati, i promotori finanziari, i consulenti fee only e le Scf (società di consulenza finanziaria).

Il Ddl con le nuove norme che regoleranno il comparto erano state approvate dalla commissione Finanze della Camera settimana scorsa con delle modifiche rispetto al testo già approvato in prima lettura dal Senato. In particolare le modifiche apportate in commissione Finanze con un emendamento dello stesso Sottanelli, prevedeva la modifica della struttura del Fondo di garanzia per gli investitori previsto dal Dl 179/2007 e la possibilità per gli agenti assicurativi di iscriversi all’Albo dei promotori finanziari, per i quali è previsto il cambio di nome in «consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede» come già stabilito con il primo passaggio al Senato. Inoltre l’emendamento Sottanelli ha cambiato il nome dei professionisti fee only (pagati a parcella solo dal cliente) da “consulenti finanziari indipendenti” approvato a Palazzo Madama a “Consulenti Finanziari in regime di esenzione”, scatenando le ire della categoria. In questi giorni il testo con le modifiche è all’esame di altre commissioni parlamentari della Camera, prima di approdare per la discussione in Aula.

Ma con la priorità della legge di Stabilità, il Ddl Marino rischia di slittare per dell’ok definitivo al prossimo anno. Da qui la valutazione di Scelta Civica di inserire la riforma in un emendamento al Ddl Stabilità, secondo fonti parlamentari riportate da Radiocor.

L’emendamento, a firma sempre del deputato Sottanelli e del collega di Scelta Civica Gianfranco Librandi, è una fotocopia del Dll Marino approvato in commissione Finanze. C’è solo una novità: la proposta adesso è di cambiare ancora il nome dei consulenti fee only a “consulenti finanziari autonomi”.

«L’aggettivo autonomi – commenta a caldo Luca Mainò, membro del direttivo Nafop (associazione dei consulenti fee only) – non identifica perfettamente la figura del consulente indipendente in quanto non si riferisce al possesso per questa figura professionale del requisito di indipendenza previsto dall’articolo 5 del decreto 206/2008.
Ricordiamo che il consulente finanziario indipendente è l’unico soggetto, insieme alle Società di consulenza finanziaria, che per legge può iscriversi all’Albo solo in presenza di tale requisito e, nel caso in cui dovesse perdere tale requisito, la stessa Consob ha previsto la pena massima della radiazione dall’albo. L’aggettivo autonomo può essere ricondotto anche al promotore finanziario che di fatto è un lavoratore autonomo a partita Iva, e per il quale anche dal punto di vista previdenziale è considerato autonomo. Lo stesso vale per i consulenti finanziari indipendenti. Pertanto questa scelta è a dir poco infelice, e non è conforme alla ratio della direttiva Mifid che chiede la massima trasparenza e chiarezza a beneficio del risparmiatore. In tal modo non si farebbe altro che aumentare la confusione e si creerebbe una denominazione che non è coerente con la specificità del consulente indipendnete, professionista intellettuale dotato di un requisito indispensabile per operare, appunto l’indipendenza soggettiva, che altri soggetti non hanno. La Mifid infatti chiama i non indipendenti con la definizione di tied agent, per sottolineare il loro stretto legame con le banche o altre mandanti in qualità di soggetti che devono vendere prodotti e servizi per conto delle stesse».

Il presidente della Commissione Bilancio della Camera, Francesco Boccia (Pd), ha però detto “no” allo spostamento delle nuove norme sulla consulenza finanziaria, già approvate dal Senato, nel disegno di legge di Stabilità 2016. L’esclusione è stata motivata con «l’estraneità per materia». L’ememendamento Sottanelli, si legge nel documento di ammissibilità, «reca, tra l’altro, la complessa riforma dei consulenti e dei consulenti finanziari».

Il gruppo Scelta civica ha annunciato ricorso oggi contro la decisione di Boccia e l’ultima parola al riguardo verrà detta nella seduta di domani mattina. In caso venisse confermato l’orientamento del presidente della commissione Bilancio, Sottanelli potrà riproporre ultimissime modifiche al testo quando arriverà, nella versione licenziata dalla commissione Finanze, all’esame dell’Assemblea.

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