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Perché scegliere un consulente indipendente invece di uno con mandato?

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Perché un cliente dovrebbe scegliere un consulente indipendente invece di uno con mandato? Quali le opportunità per questo nuovo modello di consulenza? Ecco l’opinione di NAFOP al Salone del Risparmio.

  • L’82% degli investitori intervistati da Consob non sa come viene remunerato il proprio consulente o addirittura pensa che il servizio di consulenza sia gratuito
  • Circa il 50% degli investitori è disposto a pagare una parcella per un servizio di consulenza finanziaria slegato dalla distribuzione
  • La passione è l’elemento fondamentale

La consulenza finanziaria indipendente è una realtà che si sta consolidando sempre più. I professionisti autonomi e le società di consulenza finanziaria non dipendenti da alcun operatore finanziario, pagati esclusivamente a parcella dai clienti come qualsiasi altro libero professionista, ora sono iscritti al nuovo Albo di categoria, operativo dal 1° dicembre 2018, nelle due nuove sezioni dedicate ai consulenti finanziari autonomi (CFA) e alle società di consulenza finanziaria (SCF).

Il 2019 sarà quindi un anno di transizione: da un lato, la trasparenza richiesta da Mifid 2 consentirà agli investitori di conoscere il vero costo dei servizi bancari e finanziari; dall’altro, sempre più professionisti potranno abbracciare il modello della consulenza “pura”, svolgendo il lavoro in totale autonomia e assenza di conflitti di interesse, permettendo ad un bacino molto ampio di famiglie di scegliere consapevolmente a quali soggetti fare riferimento per le proprie decisioni finanziarie.

Ma perché un cliente dovrebbe scegliere un consulente indipendente invece di uno con mandato?
L’associazione NAFOP, rappresentata dal co-fondatore Luca Mainò, ha risposto a questa domanda durante il Salone del Risparmio 2019, illustrando non solo le opportunità per i clienti di affidarsi ai consulenti finanziari indipendenti fee only, ma anche per gli addetti ai lavori e gli operatori del settore che desiderano avvicinarsi a questo modello a un certo punto della loro carriera professionale.
“Siamo all’inizio di un processo che riteniamo estremamente importante, soprattutto per i risparmiatori italiani che potranno finalmente scegliere a quale tipo di consulente affidare i propri patrimoni e beneficiare di un servizio di consulenza slegato dal sistema distributivo”, ha esordito Mainò.

Dal recente rapporto Consob sulle scelte di investimento delle famiglie italiane è emerso infatti che l’82% degli intervistati non sa come viene remunerato il proprio consulente o addirittura pensa che il servizio di consulenza sia gratuito: questo la dice lunga su quello che può essere il futuro della consulenza indipendente in Italia.
Sempre da Consob arriva questo altro dato che fa riflettere: circa il 50% degli investitori interrogati, di qualsiasi età, provenienza geografica, classe sociale e livello di istruzione, è disposto a pagare una parcella per un servizio di consulenza finanziaria slegato dalla distribuzione.
Si apre dunque una finestra straordinaria per questo modello fee only.

Il nostro è un progetto che è partito da un requisito di indipendenza soggettiva, ossia non è indipendente solo il servizio che il consulente presta al cliente, ma il consulente stesso è indipendente, ha un requisito strutturalmente previsto dalla normativa per il quale i consulenti autonomi possono venire radiati dall’Albo qualora venisse meno questo requisito. Dopo Mifid 2, alcuni operatori in generale all’interno dell’industria, e anche giovani neolaureati che hanno il desiderio di lavorare all’interno del settore ma non vogliono fare un’attività di vendita o collocamento, si stanno avvicinando alla consulenza indipendente e stiamo notando un aumento della domanda di consulenza finanziaria che sta avendo sempre più visibilità sui media, di settore e generalisti. Finalmente le famiglie medie potranno avvicinarsi a servizi che fino ad oggi erano tipici dei family office”, ha continuato Mainò.

La nascita del rapporto di consulenza, per gli operatori che operano per una banca, per un intermediario o per una rete nella veste di consulenti abilitati all’offerta fuori sede, avviene con un movimento. Non c’è rapporto se non c’è un’operazione che in qualche modo va a modificare il portafoglio del cliente, ha spiegato Paolo Tirabassi, consulente indipendente NAFOP.
Questo non è necessario per il consulente finanziario indipendente o per la società di consulenza finanziaria: per questi ultimi può essere possibile erogare un servizio di consulenza (che consiste nel monitoraggio, nella rendicontazione, eventualmente in raccomandazioni di modifiche al portafoglio, ecc) anche a prescindere dalla modifica del portafoglio del cliente.
La normativa richiede che il consulente che opera per una mandante conosca le esigenze del cliente.
Nei confronti dei consulenti indipendenti, questo comportamento viene naturale da parte del cliente, che sente l’esigenza e decide autonomamente di affidarsi al consulente.
Il quadro contrattuale dell’operatore delle reti è sostanzialmente pre-determinato, standardizzato.
Quello dell’operatore indipendente è tutto da creare e personalizzare. L’operatore indipendente deve definire la propria practice, i propri servizi, in quale modo si rapporta al cliente, in quale modo si fa pagare.
Nel caso del consulente autonomo l’attività deve essere organizzata completamente in modo autonomo dal consulente stesso, mentre nel caso “tradizionale” è organizzata in parte dalla mandante.
Il valore per il cliente del consulente con mandante è composto da una pluralità di voci: il valore dell’istituto bancario che attira e mantiene il cliente, il valore del prodotto, il valore della consulenza.
Per il consulente finanziario indipendente l’unico valore è quello della consulenza. “Non è possibile acquisire e trattenere clienti se non con una consulenza di qualità ”, ha specificato Tirabassi.
La formazione è importante per entrambe le tipologie, ma l’autoformazione si rende necessaria soprattutto per il consulente finanziario indipendente.
Tanto più ampio è il catalogo di prodotti e servizi che l’operatore ha a disposizione, maggiori possono essere i vantaggi. Per il consulente finanziario indipendente la definizione del perimetro della propria consulenza è totalmente una sua diretta responsabilità, che comporta appunto la necessità di prendere delle decisioni e di organizzare gli strumenti necessari, ma anche una grande libertà che consente di svolgere questa professione “su misura” e di instaurare con il cliente una relazione stabile e duratura.

“La passione è l’elemento fondamentale, anche per le giovani leve che vogliono intraprendere questa professione”, ha concluso Cesare Armellini, presidente NAFOP.

NAFOP: primo incontro ufficiale con OCF

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NAFOP è stata riconosciuta l’Associazione nazionale più rappresentativa della categoria professionale dei Consulenti Finanziari Indipendenti (Autonomi), è divenuta associata OCF ed ha ottenuto, all’inizio del 2019,  il diritto ad avere un posto nel Consiglio Direttivo dell’organismo stesso.

In data 12.03.2019 presso la sede dell’Organismo, a Roma, si è svolta la prima riunione del Comitato Consultivo. Tale Comitato, previsto dall’art. 29 dello Statuto dell’OCF, prevede la partecipazione degli Associati che non abbiano loro rappresentanti nel Comitato Direttivo.

Alla riunione hanno partecipato la Presidente Carla Rabitti Bedogni, i Vicepresidenti Marco Tofanelli e Elio Conti Nibali, Cesare Armellini per Nafop, Massimo Scolari per Ascofind, Giuliano Xausa per Assonova.

Sono stati discussi temi di interesse dei nuovi associati tra cui l’andamento dei procedimenti di iscrizione delle nuove sezioni; i criteri per la determinazione dei contributi degli iscritti; le segnalazioni di vigilanza preventiva relative agli iscritti alle nuove sezioni dell’Albo nonché gli adempimenti previsti dalla nuova disciplina MiFID II sulla trasparenza dei costi.

 

 

 

Salone del Risparmio: conferenza NAFOP giovedì 4 aprile 2019

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2-3-4 aprile 2019: il Salone del Risparmio di Milano è giunto alla sua decima edizione.

NAFOP rappresenta i consulenti finanziari indipendenti fee-only (a livello normativo consulenti finanziari autonomi) e sarà presente all’evento – come ogni anno – con il proprio stand all’interno di Mi.Co. Congressi.

L’Associazione, da anni impegnata nell’importante compito di far conoscere il modello della consulenza indipendente agli investitori, alle famiglie italiane e ai nuovi soggetti che desiderano avvicinarsi alla professione, ha inoltre organizzato una conferenza dal titolo:

“Consulenza indipendente, MiFID II, nuovo Albo: nuovi scenari e vantaggi per investitori, professionisti e società di consulenza FeeOnly”

La consulenza finanziaria indipendente è una realtà che si sta consolidando sempre più: professionisti autonomi e società di consulenza finanziaria non dipendenti da alcun operatore finanziario e pagati a parcella solo dai clienti (fee only) come qualsiasi altro professionista indipendente, ora sono iscritti al nuovo Albo di categoria (operativo dal 1° dicembre 2018) nelle due nuove sezioni dedicate ai consulenti finanziari autonomi (CFA) e alle società di consulenza finanziaria (SCF).

Il 2019 sarà quindi un anno di transizione: da un lato, la trasparenza richiesta da MiFID2 consentirà agli investitori di conoscere il vero costo dei servizi bancari e finanziari; dall’altro, sempre più professionisti potranno abbracciare il modello della consulenza “pura”, svolgendo il lavoro in totale autonomia e assenza di conflitti di interesse, permettendo ad un bacino molto ampio di famiglie di scegliere consapevolmente a quali soggetti fare riferimento per le proprie decisioni finanziarie.

 

Per partecipare è necessario iscriversi sul sito del Salone del Risparmio e registrarsi gratuitamente alla conferenza.

 

NAFOP al Salone del Risparmio 2019

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Anche quest’anno NAFOP sarà presente al Salone del Risparmio di Milano, giunto alla sua decima edizione.
(stand K21 – MiCo Milano Congressi, Via Gattamelata 5)

 

Vi ricordiamo che giovedì 4 aprile alle ore 9:45 – nella Sala Blue 2, avrà luogo la nostra conferenza dal titolo:
“Consulenza indipendente, MiFID II, nuovo Albo: nuovi scenari e vantaggi per investitori, professionisti e società di consulenza FeeOnly”

 

L’ingresso è gratuito, chi fosse interessato a parteciparvi deve iscriversi sul sito del Salone del Risparmio e registrarsi alla conferenza, a questo link.

Identikit del consulente indipendente

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Chi è il consulente indipendente? In cosa si distingue dal consulente che lavora per le reti o le banche e quali sono i vantaggi per il cliente?
Intervista a Luca Mainò (membro del Direttivo Nafop e co-fondatore Consultique) sul sito di We-Wealth.

Guarda la video-intervista

Consulente indipendente, definizione

Può essere una persona fisica, quindi un professionista oppure una società (Srl, Spa).
Presta il servizio di consulenza in materia di investimenti senza detenere fondi o titoli appartenenti ai clienti.
Quindi senza entrare direttamente in contatto con i risparmi, ma lasciando al cliente stesso il compito di eseguire le operazioni, presso la propria banca o presso un altro intermediario.
Si tratta di un’attività che spazia dall’analisi e ricerca in materia di investimenti, fino alle raccomandazioni personalizzate su strumenti finanziari.
Il CFI è una figura presente nei Paesi finanziariamente più evoluti (in particolare USA, UK, Australia) e solo adesso a partire dal 1 dicembre, sarà operativo in Italia il nuovo Albo che li ospita in due nuove sezioni appositamente predisposte (quella per i consulenti e quella per le società).
Questo avviene con un ritardo di oltre 10 anni rispetto alla prima direttiva europea, ritardo che non ha consentito ai risparmiatori italiani di beneficiare di questo servizio per una efficiente e corretta gestione del proprio patrimonio.
Finalmente grazie anche a Mifid2 anche nel nostro Paese si potrà sviluppare la consulenza indipendente prestata da soggetti diversi dalle banche e dagli intermediari.

In cosa si differenzia il lavoro del consulente indipendente da quello legato a reti o banche?

I CFI e le SCF lavorano solo per i propri clienti che possono essere privati, famiglie, aziende o investitori istituzionali.
Non hanno rapporti con banche o altri intermediari. Come ad esempio per un commercialista o un avvocato, il compenso dei consulenti indipendenti è concordato direttamente con il cliente in relazione al tempo necessario per poterlo assistere ed anche in funzione della complessità degli interventi.
I CFI e le SCF non devono mediare tra l’interesse dei propri clienti e quello di altri soggetti.
Come spiegare il conflitto di interesse in finanza? La vendita di un prodotto implica il trasferimento al cliente di rischi e commissioni: più alto è il livello di rischio trasferito, maggiori sono le provvigioni che vengono incassate da chi ha creato e da chi ha collocato il prodotto. Essendo remunerati solo ed esclusivamente dal cliente con una parcella concordata ex-ante e in genere “fissa” questo problema viene eliminato alla radice.
La consulenza indipendente può spaziare su tutti gli strumenti finanziari disponibili sul mercato.

Quali sono i vantaggi per il cliente che decide di scegliere un consulente indipendente?

Anzitutto trasparenza e allineamento dei propri interessi con quelli del consulente.
Il Consulente Indipendente effettua un’analisi della solidità della banca depositaria del cliente e procede eventualmente alla rinegoziazione delle condizioni economiche a lui applicate. Procede poi alla valutazione dei gestori ai quali l’investitore ha affidato il proprio patrimonio e all’analisi degli strumenti e dei prodotti presenti nel portafoglio del cliente stesso. Valuta l’asset allocation in termini di rischi e capacità di raggiungere gli obiettivi concordati e procede con le raccomandazioni personalizzate su strumenti finanziari efficienti, attivi e passivi, scelti con i criteri e le metodologie specifiche dell’analisi e ricerca indipendenti. Uno dei vantaggi principali è anche la piena consapevolezza da parte del cliente dei rischi esistenti nella gestione dei propri averi e il pieno coinvolgimento in tutti gli step del processo di pianificazione patrimoniale.

Chi ha presentato la domanda all’OCF entro il 30/11 può operare fino all’iscrizione

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Niente attese per i CF autonomi che aspettano l’esito della domanda di iscrizione al nuovo Albo.

L’associazione NAFOP, con la sua azione di sensibilizzazione nei confronti delle Autorità di vigilanza e del MEF, conferma che, chi ha presentato domanda di iscrizione all’Albo entro il 30 novembre 2018, può continuare a operare in attesa dell’ok dell’OCF.

La legge di bilancio 2019, approvata il 30 dicembre 2018, ha infatti modificato l’articolo 10, comma 5, del decreto legislativo 3 agosto 2017, n. 129 come segue:

“Fino dalla data di avvio di operatività dell’Albo unico dei consulenti finanziari, stabilita ai sensi del comma 3, e in ogni caso non oltre centottanta giorni dalla data di presentazione della domanda di iscrizione, qualora questa sia stata presentata entro il 30 novembre 2018, o la data di decisione dell’Organismo sulla stessa domanda, la riserva di attività di cui all’articolo 18 del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58 non pregiudica la possibilità per i soggetti che, alla data del 31 ottobre 2007, prestano la consulenza in materia di investimenti, di continuare a svolgere il servizio di cui all’articolo 1, comma 5, lettera f), del citato decreto legislativo, senza detenere somme di denaro o strumenti finanziari di pertinenza dei clienti”.

Pertanto, si legge sul sito dell’Organismo, coloro che alla data del 31 ottobre 2007, prestavano la consulenza in materia di investimenti e che non risultano ancora iscritti alle nuove sezioni dell’albo unico dei consulenti finanziari possono continuare a svolgere dal 1° dicembre 2018 il servizio di consulenza in materia di investimenti senza detenere somme di denaro o strumenti finanziari di pertinenza dei clienti, in ogni caso non oltre centottanta giorni dalla data di presentazione della domanda di iscrizione all’Albo unico in qualità di consulente finanziario autonomo o di società di consulenza finanziaria, purché questa sia stata presentata entro il 30 novembre 2018, o la data di decisione dell’Organismo sulla stessa domanda.

Ecco il link a cui accedere per leggere la notizia ufficiale: https://www.organismocf.it/portal/web/portale-ocf/home

 

 

1 dicembre 2018: l’attesa è finita!

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Una novità importante, attesa dal 2007: entra in vigore l’Albo Unico. Dal 1° dicembre 2018 OCF ha ufficialmente pubblicato le delibere d’iscrizione n. 961 e n. 962, che autorizzano in toto l’attività professionale delle prime società di consulenza finanziaria indipendente (SCF) e dei primi consulenti finanziari autonomi (CFA), iscritti nelle relative nuove sezioni.

 

Ora, finalmente, chi esercita la consulenza in base ad un mandato del Cliente (e non di una entità bancaria o finanziaria) e viene remunerato esclusivamente dal Cliente, sarà ben riconoscibile dal pubblico e regolato da norme proprie. Il risparmio complessivo per il cliente, in termini di costi, potrà essere talmente significativo da giustificare anche totalmente la parcella del consulente.

 

Come associazione nazionale di categoria, NAFOP, da sempre impegnata nella difesa della Consulenza Finanziaria Indipendente, è naturalmente soddisfatta dei risultati ottenuti, ma non può che auspicare fiduciosa lo sblocco in tempi brevissimi anche delle tante altre richieste di iscrizione presentate all’OCF da parte di professionisti e società che attendono una risposta. Si tratta di soggetti operativi da molti anni, per i quali la sospensione dell’attività significherebbe un potenziale danno.

1 dicembre 2018: avvio definitivo dell’operatività dell’Albo unico dei consulenti finanziari e di OCF

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Delibera n. 20704

Avvio definitivo dell’operatività dell’albo unico dei consulenti finanziari e dell’organismo di vigilanza e tenuta dell’albo unico dei consulenti finanziari, ai sensi dell’art. 1, commi 31 e 41, lett. a) e b) della legge 28 dicembre 2015, n. 208

LA COMMISSIONE NAZIONALE PER LE SOCIETÀ E LA BORSA

VISTO il decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, “Testo Unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria” (nel seguito, “TUF”) e successive modificazioni e integrazioni;

VISTA la legge 28 dicembre 2015, n. 208, recante disposizioni per la formazione annuale e pluriennale del bilancio dello Stato (nel seguito anche “legge di stabilità 2016”);

VISTI, in particolare:

A. l’art. 1, comma 36 della legge 28 dicembre 2015, n. 208 ai sensi del quale «Le funzioni di vigilanza sui promotori finanziari attribuite alla CONSOB dal testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, di seguito denominato «decreto legislativo n. 58 del 1998», sono trasferite all’organismo di cui all’articolo 31, comma 4, del predetto decreto legislativo, che assume anche le funzioni dell’organismo di cui agli articoli 18- bis, comma 6, e 18- ter, comma 3, del medesimo decreto legislativo nonché la denominazione di «organismo di vigilanza e tenuta dell’albo unico dei consulenti finanziari»;

B. l’art. 1, comma 41 della legge 28 dicembre 2015, n. 208 ai sensi del quale «Entro sei mesi dall’adozione del regolamento di cui al comma 36, la CONSOB e l’organismo per la tenuta dell’albo unico dei promotori finanziari stabiliscono con protocollo di intesa le modalità operative e i tempi del trasferimento delle funzioni, gli adempimenti occorrenti per dare attuazione al nuovo assetto statutario e organizzativo, nonché le attività propedeutiche connesse all’iscrizione con esonero dalla prova valutativa delle persone fisiche consulenti finanziari autonomi e delle società di consulenza finanziaria.(…) Con successive delibere da adottare, anche disgiuntamente, in conformità al predetto regolamento di cui al comma 36 e al protocollo di intesa di cui al primo periodo del presente comma, la CONSOB stabilisce:

a) la data di avvio dell’operatività dell’albo unico dei consulenti finanziari;

b) la data di avvio dell’operatività dell’organismo di vigilanza e tenuta dell’albo unico dei consulenti finanziari»;

VISTO l’articolo 10, comma 3, del decreto legislativo 3 agosto 2017, n. 129, ai sensi del quale la data di avvio dell’operatività dell’Albo unico dei consulenti finanziari e la data di avvio dell’operatività dell’Organismo di vigilanza e tenuta dell’Albo unico dei consulenti finanziari, di cui all’articolo 31, comma 4, del TUF, sono stabilite dalla CONSOB con proprie delibere ai sensi della “legge di stabilità 2016”;

VISTO l’articolo 10, comma 5, del decreto legislativo 3 agosto 2017, n. 129, ai sensi del quale, fino dalla data di avvio dell’operatività dell’Albo unico dei consulenti finanziari, la riserva di attività di cui all’articolo 18 del TUF non pregiudica la possibilità per i soggetti che, alla data del 31 ottobre 2007, prestano la consulenza in materia di investimenti, di continuare a svolgere il servizio di cui all’articolo 1, comma 5, lettera f), del TUF, senza detenere somme di denaro o strumenti finanziari di pertinenza dei clienti;

VISTO il proprio Regolamento, adottato con delibera CONSOB n. 20307 del 15 febbraio 2018 (nel seguito, “Regolamento Intermediari”), con cui è stata data attuazione, tra l’altro, alle disposizioni di cui all’articolo 1, comma 36, della “legge di stabilità 2016”;

VISTA la disciplina transitoria contenuta nell’articolo 4, commi 3, 4 e 5, della propria delibera n. 20307 del 15 febbraio 2018 recante il “Regolamento Intermediari”;

VISTI lo Statuto e il Regolamento dell’OCF, approvati con disposizione del 24 maggio 2018 dal Ministero dell’economia e delle finanze, sentita la CONSOB, ai sensi dell’articolo 31, comma 4 del TUF;

VISTA la propria delibera n. 20503 del 28 giugno 2018, con cui è stato autorizzato, a partire dal 2 luglio 2018, un primo avvio dell’operatività dell’Organismo “limitatamente” all’esercizio:

i. dell’attività istruttoria concernente le iscrizioni, con esonero dalla prova valutativa, all’Albo dei consulenti finanziari autonomi e delle società di consulenza finanziaria;

ii. dei poteri di vigilanza di cui all’articolo 31, comma 7, del TUF, per lo svolgimento dell’attività istruttoria concernente l’avvio del procedimento cautelare ad un anno di cui all’art. 7-septies, comma 2 [casi di imputazione o misure penali restrittive personali] del TUF nonché del procedimento sanzionatorio di cui all’articolo 196 del TUF, nei confronti dei consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede;

VISTO il Protocollo d’intesa fra la CONSOB e l’OCF, sottoscritto il 28 giugno 2018, disciplinante “Modalità operative e tempi del trasferimento delle funzioni dalla Consob all’Ocf, adempimenti occorrenti per dare attuazione al nuovo assetto statutario e organizzativo e attività propedeutiche connesse all’iscrizione, con esonero dalla prova valutativa, delle persone fisiche consulenti finanziari autonomi e delle società di consulenza finanziaria“;

VISTO il Protocollo d’intesa fra la CONSOB e l’OCF, sottoscritto il 10 agosto 2018, concernente la pubblicità delle disposizioni a rilevanza esterna dell’OCF e gli atti ed eventi di maggior rilievo da comunicare alla Consob;

CONSIDERATO che l’art. 1, comma 41 della legge 28 dicembre 2015, n. 208 dispone che la Consob stabilisce la data di avvio dell’operatività dell’Albo unico dei consulenti finanziari e dell’Organismo di vigilanza e tenuta dell’albo;

D E L I B E R A:

A partire dal 1° dicembre 2018, prende avvio l’operatività dell’Albo unico dei consulenti finanziari e dell’Organismo di vigilanza e tenuta dell’albo unico dei consulenti finanziari.

La presente delibera è pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana ed è portata a conoscenza dell’Organismo nonché pubblicata sui siti internet della CONSOB e dell’Organismo medesimo.

Avverso il presente provvedimento è ammesso ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio entro sessanta giorni dalla data di comunicazione.

15 novembre 2018

ITFORUM 2018 Milano: conferenza NAFOP martedì 27 novembre ore 12:00

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In occasione dell’edizione milanese di ITForum 2018 (Palazzo delle Stelline 27-28 novembre), l’associazione NAFOP sarà presente con un proprio stand e con una conferenza, aperta sia ai professionisti che agli investitori privati, dal titolo:

“Nuovo Albo, Consulenti Indipendenti, SCF, MiFID II: opportunità per i professionisti, benefici per tutti gli investitori”

Martedì 27 novembre – Sala San Carlo – 12:00/13:00

L’introduzione della nuova normativa europea MiFID II e il nuovo Albo dei consulenti finanziari, in cui saranno inclusi anche gli indipendenti, contribuiranno a ridisegnare le strategie degli attori dell’industria del risparmio, consolidando lo sviluppo della consulenza indipendente.

Dopo questo periodo di transizione saranno diversi i soggetti che si avvicineranno alla professione, in modo da poter svolgere il lavoro in totale autonomia e in assenza di conflitti di interesse, dovendo render conto esclusivamente al cliente.

Contestualmente all’evoluzione della consulenza autonoma, anche il cliente è diventato più sensibile al “FeeOnly” ed oggi, finalmente, potrà scegliere consapevolmente a quali soggetti fare riferimento per le proprie decisioni finanziarie.

È una grande occasione per gli operatori del settore. Ne beneficeranno i risparmiatori e le famiglie italiane.