Monthly Archives: ottobre 2017

Luca Mainò su Focus Risparmio: “Consulenti, per l’Albo si dovrà attendere ancora”

By | Rassegna Stampa | No Comments

L’ultima granFocus Risparmio_Lucade novità che ha riguardato i consulenti autonomi è l’aver ritrovato, nel decreto legislativo di attuazione della Mifid II arrivato alla fine dello scorso luglio, l’autorizzazione a operare fuori sede. “ Il consulente indipendente è un professionista intellettuale e come tale deve potersi muovere liberamente sul mercato come ogni altro professionista – commenta Luca Mainò, co-fondatore Consultique e membro del direttivo Nafop – Semplicemente, se un cliente mi chiede di poter andare a casa sua per la firma del contratto devo poterci andare senza che l’autorità di vigilanza possa per tale motivo applicarmi una sanzione. Questa cosa sarebbe assurda, incomprensibile a chiunque. Gli investitori sono abituati a venire nei nostri uffici, a telefonarci, a essere soggetti attivi nel rapporto professionale; ciò non toglie che la nostra libertà di movimento non debba essere limitala.

Quale sarà il reale calore aggiunto per i consulenti autonomi? 

Con il 30 bis, uno studio professionale o una società di consulenza possono avvalersi di collaboratori che si muovono sul territorio. Le problematiche di natura ispettiva e di controllo della nostra attività vengono meno dal momento in cui per tutti esiste una base operativa, una sede, un domicilio eletto in cui vengono archiviati i documenti oggetto di eventuali controlli ispettivi.

Intanto, all’appello manca ancora l’Albo. Sarà tutto pronto per gennaio 2018, quando la Mifid II entrerà nel vivo?

Penso che l’Albo non sarà operativo fino alla primavera del 2018. Nel frattempo i soggetti interessati all’iscrizione possono prepararsi a beneficiare di tutti i vantaggi dei “first mover”. La rilevazione Ocf ha censito circa 1.500 futuri consulenti che si iscriveranno non appena l’Albo sarà pronto. Molti osservano, pronti a realizzare il sogno di diventare consulenti indipendenti e di creare una propria società.

Al di là degli strumenti quotati, non tutte le Srg hanno creato una classe di fondi dedicata ai fee only, depurata delle commissioni di retrocessione. Cosa accadrà secondo lei?

Con il nostro intervento, i clienti già oggi possono beneficiare di tagli di commissioni su gran parte delle tipologie di prodotti. Ogni giorno inoltre riscontriamo come molti intermediari siano attenti e concentrati nel capre quali sono e quando devono realmente costare i servizi e i prodotti per clienti dei consulenti indipendenti.

Quest’anno, il consueto appuntamento con il FeeOnly Summit si terrà, sempre a Verona, a novembre. Quali saranno i temi al centro della settima edizione? 

Il congressi nazionale, FeeOnly Summit 2017, si concentrerà sulle tematiche di interesse della nostra community. Si stanno iscrivendo anche molti consulenti fuori sede, avvocati e commercialisti, ma anche molti bancari e consulenti aziendali. Un tema caldo è l’impatto della tecnologia sulla finanza, sui è dedicato l’intervento iniziale di Paolo Sironi. I numerosi “Feeonly Talks” e le tavole rotonde approfondiranno argomenti legati ai mercati, alle strategie, a strumenti e piattaforme efficienti, all’evoluzione della professione. Vi saranno conferenze a tema con crediti formativi Efpa, ordine avvocati e ordine commercialisti.

Cesare Armellini a ITForum Milano (23 novembre 2017)

By | In Evidenza | No Comments
dem_itforum_milano2017headerw600h524_w600_h524
A Milano il 23 novembre 2017 ti aspetta ITForum: una giornata di workshop, dibattiti e convegni dedicati ai professionisti della consulenza, trader e risparmiatori.

Anche quest’anno NAFOP presenzierà all’evento con un proprio desk espositivo e parteciperà alla tavola rotonda:

“MIFID II: IL GIORNO DOPO. LE ASSOCIAZIONI”
Cosa succederà nel settore della consulenza finanziaria a partire dal 3 gennaio 2018?
GIOVEDÌ 23   11:30 – 13:30
sala LEONARDO – Palazzo delle Stelline

I massimi esponenti delle associazioni di categoria dei consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede, dei consulenti autonomi e delle società di consulenza finanziaria si confrontano sui rispettivi modelli di servizio e di offerta, sull’Albo unico dei consulenti finanziari, sugli attesi massicci processi di riconversione dei bancari in consulenti finanziari.

Luca Mainò (NAFOP) a Bluerating: il regolamento Consob? Tutto da riscrivere

By | Rassegna Stampa | No Comments

“Il testo in consultazione è un complesso reticolato normativo che pecca in più punti per mancanza di chiarezza e di coordinamento a causa di un impianto sistematico poco organico. La dilatazione degli articoli, che si stratificano su un corpo di norme già consolidato, spesso genera caos in un sistema già di per sé complesso e purtroppo oggetto di un inquadramento giuridico sbagliato dei consulenti indipendenti, delle scf e della stessa attività professionale”. Con queste parole Luca Mainò (nella foto), portavoce del consiglio direttivo Nafop, sintetizza le circa 120 pagine di osservazioni che l’associazione ha inviato alla Consobnell’ambito della consultazione sulle modifiche al Libro VIII del Regolamento Intermediari. “Nafop manifesta ampia disponibilità a collaborare con l’autorità”, continua Mainò, “ma sollecita una nuova consultazione su un testo rivisto e sfoltito“.

Cosa non vi ha convinto del testo in consultazione?
Innanzitutto, la disciplina dei consulenti indipendenti e delle scf trae origine da Mifid 1, sulla cui base in Italia si è codificato uno statuto speciale per consulenti finanziari indipendenti e società di consulenza finanziaria rispetto a quello degli intermediari, incentrato su requisiti imprescindibili e sulla modalità di prestazione della consulenza senza detenzione “di fondi o titoli appartenenti ai clienti”. Tale normativa è imperniata sull’indipendenza soggettiva e oggettiva, la cui violazione prevede la radiazione dall’Albo, ma leggendo il testo in consultazione pare che questo sia sfuggito al regolatore.

In merito al requisito di indipendenza soggettiva, secondo voi cosa è sfuggito alla Consob?
Consulenti indipendenti e scf formulano raccomandazioni personalizzate al cliente che le potrà eventualmente concretizzare presso l’intermediario prescelto. Quindi i consulenti non entrano in alcun modo in contatto e non intrattengono rapporti di alcuna natura con gli intermediari finanziari. Come già più volte sottolineato, i consulenti sono professionisti intellettuali. Non sono intermediari, né agiscono in qualità di intermediari: non intermediano e soprattutto non raccomandano servizi di investimento, come invece pare evincersi dalle disposizioni in consultazione, frutto chiaramente di una “svista” che andrebbe a regolamentare una realtà professionale inesistente sul mercato e lontana da quella disciplinata dal nostro Paese negli ultimi 10 anni.

Quindi?
La protezione dei clienti è stata sempre la finalità che ha improntato la disciplina attuale ma dalla bozza Consob sembra emergere una regolamentazione che è un passo indietro rispetto a quella attuale, segnando una diminuzione del livello di tutela del cliente. Lo standard più basso discende dall’omologazione del modello di consulenza indipendente già normata nel nostro ordinamento alla consulenza “su base” indipendente (Mifid 2), con conseguente copia-incolla delle disposizioni previste. Ma il modello italiano della consulenza fee only, operativo già dal 2007, non soffre i condizionamenti della consulenza “su base” indipendente, derivanti dal fatto di essere prestata da una banca o dai suoi agenti collegati. Il legislatore europeo parla infatti di indipendenza del servizio, non del soggetto, a differenza del sistema nazionale in cui invece l’indipendenza soggettiva permette al cliente di qualificare esattamente il professionista che ha di fronte e soprattutto sapere da chi è remunerato.

E sul tema dei “requisiti almeno analoghi”?
Su questo tema, il legislatore europeo non ha ovviamente chiesto agli Stati membri di introdurre requisiti identici a quelli previsti per gli intermediari e le banche. Il consulente non conosce ex ante la banca alla quale il cliente si rivolgerà, ma ne viene eventualmente a conoscenza solo ex post tramite il cliente stesso. Incredibilmente, secondo la bozza, gli indipendenti dovrebbero fornire al cliente una serie di informazioni che addirittura non conoscono, senza alcun beneficio per i clienti che ricevono comunque quelle stesse informazioni dalla banca. Infatti, molti obblighi informativi – per esempio, sui costi – dovranno comunque essere assolti dall’intermediario nel momento in cui il cliente, ricevuta la raccomandazione dal consulente, la realizzerà presso l’intermediario stesso. L’investitore sarebbe sommerso da un eccesso di informazioni che potrebbero fuorviare e confondere, piuttosto che favorire, l’assunzione consapevole di decisioni di investimento. Uno sfoltimento degli obblighi in tal senso risponderebbe, pur nel rispetto della tutela dell’investitore, all’esigenza di semplificazione normativa e di better regulation, sempre invocata dalle istituzioni europee.

Come valutate, infine, il punto sui requisiti di rappresentatività delle associazioni professionali?
Leggiamo che la compartecipazione all’Organismo “non può essere consentita ad associazioni alle quali partecipano soggetti portatori di interessi diversi che non siano esclusivamente quelli della categoria”. Ci teniamo a precisare che gli interessi di cui sono portatori i consulenti finanziari indipendenti coincidono esattamente con quelli delle società di consulenza, che si differenziano esclusivamente per la forma giuridica prescelta per la prestazione del servizio (societaria o individuale) e Nafop è un esempio in tal senso da oltre 12 anni. Sarebbe quindi inconcepibile l’obbligo per un’associazione a dover rappresentare solo le persone fisiche o solo quelle giuridiche. Inoltre, ai sensi del decreto 66/2012, chi presta consulenza per una società deve essere iscritto nella sezione dei consulenti autonomi. È assurda l’ipotesi di una società che sia iscritta a un’associazione, mentre i consulenti che operano per suo conto siano iscritti a un’altra differente associazione.