Monthly Archives: giugno 2017

La Direttiva europea va nella direzione già presa da noi

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Luca Mainò, membro del direttivo NAFOP, interviene su FundsPeople con un articolo sul recepimento di MIFID II, l’operatività del nuovo Albo e la consulenza FEE ONLY

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Con il recepimento di MiFID II e l’operatività del nuovo Albo, ex PF e bancari sceglieranno tra una remunerazione a provvigioni, secondo lo schema tradizionale, e l’adozione del modello fee offset, con lo ‘sconto’ delle commissioni dalla parcella. Ma ci sarà anche una terza opzione, una via d’uscita dal mondo della distribuzione: la possibilità di operare staccati da banche o intermediari e puntare su una parcella fissa concordata con il cliente (FEE ONLY). È la strada che hanno deciso di seguire molti professionisti organizzatisi in studi o società di consulenza indipendente.

In genere, la normativa prende atto dell’evoluzione del mercato, registra fenomeni già in corso e cerca di regolamentarli. Alla fine degli anni ’90, quando portammo in Italia la consulenza indipendente, analizzammo i mercati più evoluti e scoprimmo che il fee only aveva intercettato l’interesse di molti investitori, in particolare negli USA. La nuova Direttiva europea va nella direzione già presa da noi, della trasparenza e dell’informazione al cliente, che gode quindi di maggiore tutela.

Circa i vari modelli di business, le reti tradizionali opteranno per la consulenza non indipendente e lasceranno spazio a consulenti e società fee only. Questi ultimi sono gli unici a possedere il requisito dell’indipendenza soggettiva (art. 5 Deer. 206/2008). La tecnologia sarà sempre più importante e consentirà di ottimizzare le fasi a basso valore aggiunto del processo di consulenza. Noi siamo da sempre concentrati sullo sviluppo di nuovi strumenti e servizi per il mondo della consulenza: ad esempio, già da 10 anni è possibile generare in forma automatizzata, inviare ai clienti (profilati) e archiviare raccomandazioni personalizzate in un ambiente MiFID, con report di ‘account aggregation’.

Sul lato della domanda, i clienti più Smart, attenti e informati, potranno risparmiare sui costi e conoscere gli strumenti più efficienti, valutando l’intera offerta disponibile sul mercato supportati dalla consulenza indipendente e dal fintech.

Armellini (Nafop): “Niente libera concorrenza senza l’offerta fuori sede”

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Intervento del presidente NAFOP, Cesare Armellini, sul 30 bis, pubblicato su Advisor Online, riguardante la possibilità per i consulenti indipendenti di operare anche al di fuori dei propri studi professionali.

L’audizione del Presidente dell’Organismo di Vigilanza e Tenuta dell’Albo Unico dei Consulenti Finanziari presso il Senato ha ulteriormente acceso il dibattito intorno al futuro dell’articolo 30-bis del TUF che prevede l’offerta fuori sede anche per i consulenti finanziari autonomi. La professoressa Carla Rabitti Bedogni nel suo intervento non ha utilizzato mezzi termini e ha chiesto in maniera molto esplicita di abrogare quell’articolo perché pregiudicherebbe un efficiente esercizio delle funzioni di vigilanza.

Una posizione, quest’ultima, non condivisa da Cesare Armellini, presidente dell’Associazione dei Professionisti e delle Società di consulenza finanziaria indipendente Fee Only (Nafop): “Non vedo un problema di vigilanza anche perché, come ha ricordato la stessa Consob nell’audizione al Senato, per i consulenti finanziari indipendenti è già prevista una RC professionale ed esistono dei limiti al tipo di attività esercitabile che già tutelano il cliente finale” spiega Armellini che anzi invita tutti a riflettere sull’importanza di inserire nella normativa italiana un riconoscimento della natura di “libero professionista” dei consulenti fee only.

“Ad oggi non è specificato da nessuna parte che il consulente fee only è un libero professionista e se lo scenario non cambia ci troveremmo di fronte ad un paradosso” chiosa il presidente di Nafop che ricorda come sia nella natura stessa dell’attività del consulente autonomo “l’operare fuori dal proprio ufficio. Difficilmente un consulente indipendente può svolgere la sua attività esclusivamente rimanendo chiuso nella propria sede. Non è forse quello che avviene per qualunque libero professionista?”.

E, a riguardo, Armellini ricorda che sarebbe “insensato pensare che un consulente indipendente fosse libero solo di promuovere fuori sede solo la propria persona e non la propria attività. Il Mef, nell’inserire l’articolo 30-bis, ha riconosciuto il nostro ruolo e ha, a mio avviso, inserito una norma che tutela maggiormente i risparmiatori finali.

Se passasse la linea indicata dall’OCF quali controindicazioni vedrebbe? “Ipotizziamo che venga abrogato l’articolo 30-bis, da un lato ci sarebbero dei professionisti che per sopravvivere professionalmente sarebbero comunque costretti a promuovere se stessi e la propria attività fuori dal proprio ufficio, ma lo dovrebbe farse senza avere alle spalle una disciplina che tutela il cliente. Dall’altro ci troveremmo di fronte ad una discrepanza di trattamento rispetto agli altri soggetti che operano sul mercato della consulenza finanziaria. Credo che senza l’articolo 30-bis ci sarebbero gli estremi per un intervento dell’Antitrust dal momento che verrebbe meno la libera concorrenza” conclude Armellini.

NAFOP: Cos’è la consulenza finanziaria indipendente

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NAFOP: Cos’è la consulenza finanziaria indipendente

Il mercato finanziario è confuso e fumoso, i grandi Istituti bancari possono sembrare l’unico punto di riferimento e capita di fidarsi dei consigli di chi spesso fa solo i propri interessi, senza tutelare i tuoi.

Un modo per vederci chiaro c’è!

La garanzia è rivolgersi ad un consulente finanziario indipendente.